Carissimi... alcuni cambiamenti per domenica...
andremo a fare l'escursione nel Vallone Desertetto (Val Gesso) con meta alla Punta Cialancia...
resta invariato l'orario di ritrovo: stazione dei treni a Saluzzo alle ore otto...
Ciao
venerdì 13 gennaio 2012
giovedì 12 gennaio 2012
RIFUGIO MIGLIORERO - venerdì 6 gennaio 2012
Viene viene la Befana,
vien dai monti a notte fonda.
Come è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.
Come è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene viene la
Befana.
… e la neve è il
suo mantello,
ed il gelo il suo pannello,
ed è il vento la sua voce…
ed il gelo il suo pannello,
ed è il vento la sua voce…
Forse voler scomodare il
sommo poeta, adoperando a nostro “uso e consumo” alcuni versi di Giovanni
Pascoli, pare alquanto eccessivo e poco umile.
Forse, come mi ha
suggerito Gian… quando gli ho confidato che le idee da “mettere nero su bianco”
erano un po’ carenti… sarebbe più opportuno e saggio scrivere che… per il
grande freddo patito (e nel mio caso ne basta veramente poco) le mani sono
ancora intorpidite e, a tutt’oggi, fatico a scrivere.
Fatto sta che, interrogando
questi pochi versi strappati all’intero componimento, si individuano tracce
nascoste o esplicite riferite a questa giornata trascorsa sui monti della Valle Stura.
Partiamo in trenta con l’idea di salire al Rifugio Migliorero, nel
Vallone dell’Ischiator per occupare la giornata della Befana (e
secondo i ben informati di vecchie rugose, nel gruppo, ce n’erano parecchie,
armate di scope mimetizzate sotto forma di bastoncini telescopici… per le rughe,
pare… non esistano “restauri” efficaci…)
Previsioni meteorologiche poco rassicuranti promettevano e
preannunciavano “tempesta di Foehn a notte fonda” che… puntualmente
si è concretizzata in tutta la sua potenza, ma che comunque non ci ha impedito
di intraprendere questa nuova avventura.
Poco oltre l’abitato di Besmorello, una manciata di case aggrappate
sopra le ben più famose Terme di Vinadio, parcheggiamo le auto perché, più
avanti, il fondo stradale comincia a diventare insidioso.
In poco più di dieci minuti raggiungiamo Pian del Medico oltre il
quale, anche d’estate, è obbligatorio proseguire a piedi in quanto la strada è
chiusa al traffico con una catena.
Continuiamo su sterrata con la dovuta cautela: il ghiaccio è ormai il
padrone incontrastato. Se da un lato rende difficile l’incedere dei nostri
passi, dall’altro però ricama intrecci e plasma forme geometriche uniche.
Questo spettacolo lo ammiriamo soprattutto quando, abbandonata la
sterrata, imbocchiamo il sentierino che conduce alla cascata del Pisciai; la
troviamo solo in parte ghiacciata, ma comunque meritevole di decine di scatti
fotografici.
Ripresa la marcia raggiungiamo un’amena conca pascoliva dalla quale il
rifugio, adagiato in posizione panoramica su un alto poggio, pare un albergo in
stile “Belle Époque”. Qui, la neve ha finalmente disteso
il suo bianco mantello ed anche il vento comincia ad
ululare.
Proprio poco prima di risalire l’ultimo sperone roccioso prepotenti
raffiche, sferzanti e gelide ci costringono spesso ad interrompere la marcia;
il viso ormai congestionato dal gelo viene più volte ricoperto
dalla neve trasformata in polvere,
simile quasi a zucchero a velo.
Così la meta dell’escursione si riduce ad un “mordi e fuggi” generale
in quanto, appena messo piede davanti al rifugio, subito scendiamo disciplinatamente
alla ricerca di un luogo meno “tormentato” per poter consumare il pranzo. Anche
questo momento lo concludiamo in tutta fretta cercando di battere sul tempo la
morsa del gelo che appena può ci attanaglia.
Resta un’immagine che, in questa giornata algida e ventosa, riscalda il
cuore: quella del nostro amico Ieio, seduto al tavolino della pasticceria
Agnello di Demonte, intento a consumare la sua merenda pomeridiana.
Davanti ad un piatto colmo di pasticcini cremosissimi e colorati,
scelti con minuziosa cura al bancone e sognati da tempo, tutti l’abbiamo potuto
osservare serafico, appagato, in fase quasi contemplativa, intento a gustarseli
con quella calma ed quella “pacatezza riflessiva” che lo contraddistinguono…
Se quei dolci glieli avesse portati la Befana… sarebbe stata
sicuramente orgogliosa della propria
missione: nessun regalo poteva essere più desiderato!
La Maestra a
Quadretti
lunedì 2 gennaio 2012
Carissimi...

Venite con noi a scoprire le meraviglie del Vallone dell'Ischiator cadido di neve insieme alla Befana?
Raggiungeremo il Rifugio Migliorero...
Partenza dell'escursione: Besmorello
Dislivello: 650m - Tempo percorrenza per l'intera escursione: 4-5h
Ritrovo: ore 7.30 Stazione dei Treni a Saluzzo
possibilità di noleggio Ciastre, Artva, Pala e Sonda
Prenotazione obbligatoria
Monica: 3407261991
Beppe: 3479166234
escursionismocaimonviso@gmail.com
venerdì 30 dicembre 2011
Pian Traversagn - Lunedì 26 dicembre 2011
Quattro antipasti, un primo, un
secondo, tre dolci, caffè e pusa cafè erano il mio pranzo di Natale.
Insomma, la ciambella attorno
alla vita, invece di sparire, in questi giorni continua a crescere... un
rimedio?
Una bella escursione in
montagna, calpestando un pò di neve per smaltire l'abbondanza di Natale...
Consapevoli dell'abbuffata, per
perdonare i peccati di gola, avevamo già programmato una bella escursione nel
Vallone di Bellino (l'unico luogo con abbondanza di neve) visto che l'inverno
fino ad adesso è stato un pò stitico...
Dopo il consueto caffè al
Segnavia... risaliamo la
Val Varaita per svoltare nel Vallone di Bellino subito dopo
Casteldelfino... il termometro dell'auto sembra impazzito, a volte 2°C , altre -5°C ... il freddo pungente ci
assale al parcheggio di fronte al Rifugio Melezè... appena scendiamo dalle
macchine... berretto e guanti sono indispensabili.
Bartolo ed io procediamo alla
distribuzione del materiale di sicurezza (artva, pala, e sonda), mentre il
resto del gruppo si attrezza per la partenza, regolazione zaini sulle spalle,
ciastre, bastoncini...
Partiamo alla volta del Pian
Traversagn, ad uno ad uno a distanza di tre metri passiamo davanti a Bartolo
che scrupolosamente verifica il buon funzionamento dei nostri Artva...
procediamo a passo spedito sul tratto di strada coperto da un velo di neve che
ci conduce a Sant'Anna, in modo da riscaldare i muscoli intirizziti dal gelo...
svoltiamo a sinistra percorrendo
la traccia che porta su al pianoro...fino al bivio per la vecchia miniera, qui
il sole ha già illuminato il manto nevoso, per noi, una piacevole sosta per
consumare una frugale colazione. Scegliamo di proseguire sulla strada, con uno
sguardo ai canaloni che frequentemente scaricano gli accumuli di neve… l’occhio
attento dei più esperti fa da guardia per tutti. Oltrepassiamo i conoidi di
neve sulla strada provocati dalle slavine cadute alcuni giorni dopo le
nevicate… verso le 11.30 siamo all’inizio del Pian Traversagn… molte persone
oggi sulle nostre tracce, chi con gli sci, chi con le racchette… si disperdono
nel pianoro… i più agguerriti proseguono per conquistare la Marchisa …
Noi scegliamo di proseguire fino
alla baita assolata del caro amico Tony Richard sulla destra orografica per
pianoro, verso la vecchia miniera…
Puntuali a mezzogiorno troviamo
posto davanti alla baita… pranziamo con il necessario per spegnere il
languorino… senza esagerare… abbiamo ancora le score tipo cammelli del pranzo
di Natale…
Quattro sciatori scendono da
Punta Rasis, appena sopra di noi… si avvicinano a noi e scopriamo che il primo
è proprio Tony… quattro chiacchiere mentre accende la stufa nella baita per
pranzare…
Il sole velato da un leggero
lenzuolo di nuvole stenta a scaldare… la brezza frizzante la fa da padrone…
alcuni di noi riscoprono il vecchio gioco delle scivolate con le borse di
nylon… dopo qualche discesa, la pista è belle che fatta… Paolo propone il suo
“nylon da serra” di dimensioni esagerate, l’antenato del bob a quattro… diverse
squadre si presentano al cancelletto di partenza… per provare l’ebbrezza della
discesa.
Purtroppo è l’ora di scendere…
in fila indiana seguiamo Bartolo… passiamo per il sentiero della vecchia
miniera. Al fondo del pianoro imbocchiamo il canale che scende ripido fino ad
incrociare di nuovo la strada. Le parti più ripide vengono affrontate da alcuni
di noi col metodo inglese “Culeman”…
Come ogni gita…. Raccogliamo le
impressioni le risate, le immagini delle nostre meravigliose montagne, davanti
ad una tazza di cioccolata fumante… rinnovando il prossimo appuntamento con le
nostre camminate… per il giorno della Bafana…
Beppe
giovedì 29 dicembre 2011
Bosco dell'Alevè - Domenica 18 dicembre 2011
Primi scambi di auguri alla sede del C.A.I.
venerdì sera e, tra una fetta di panettone ed un bicchiere di spumante, si
condividono proposte ed idee per l’ultima uscita domenicale prima del Natale.
Il tempo pare… sarà dalla nostra parte, ma
dobbiamo comunque da subito restringere la rosa delle possibili mete perché
Beppe ci aggiorna in tempo reale informandoci che, sulla scala del pericolo
valanghe, il rischio è… marcato (3 su 5) in quanto il manto nevoso è debolmente
consolidato anche a causa dell’azione eolica di questi ultimi giorni: occorrerà
dunque prestare la dovuta attenzione nella scelta dell’itinerario.
Considerando
che a pochi passi da noi, proprio sotto il Monviso, esiste un bosco millenario
del quale già parla Virgilio nell’Eneide e che proprio il bosco, si sa… da
sempre… è la miglior difesa contro le valanghe… perché non trascorrere la
giornata in un luogo suggestivo ed incantato come il Bosco dell’Alevé? Domenica
mattina siamo in quindici a raccogliere l’invito ed a risalire il primo tratto
dell’itinerario che, due mesi or sono, avevamo percorso a ritroso scendendo
dalla cima della Losetta.
Giunti
al bivio per il passo di S. Chiaffredo, abbandoniamo il sentiero diretto al Rifugio
Vallanta ed attraversato il fiume, su un ponte in legno ormai coperto di neve,
ci addentriamo nella cembreta.
L’atmosfera
da subito si carica di magia: il bosco è… a tratti, aspro, ma affascinante;
sfida il tempo e le stagioni; regala silenzi smisurati, smussati appena
dall’incedere dei nostri passi, oppure recisi di netto dalle risate fragorose
del gruppo, soprattutto quando qualcuno si diverte a tirare palle di neve.
Forse
è necessario fare un piccolo sforzo e tornare un po’ bambini per poter cogliere
col dovuto stupore la bellezza e la suggestione di questo luogo incantato.
Un
bimbo potrebbe riuscire a scovare qua e là gnomi, fate e folletti… Noi adulti
difficilmente sapremmo fare altrettanto, ma pur restando coi piedi per terra
potremmo comunque scoprire i tesori della più bella cembreta delle Alpi.
Oggi
per esempio il vento si è spesso divertito a suonare tra i rami: gelido sul
viso e tagliente come una lama sulla fronte, ma anche dolce melodia e sferzata
di energia vitale.
E
cosa dire dell’andirivieni che s’udiva tra i rami poco prima di salire al
rifugio Bagnour?
La
necessità di raggiungere il gruppo non ci ha permesso di sostare il tempo
necessario per scoprire quali specie di uccelli stavano volando di ramo in ramo
(l’obiettivo di Gian avrebbe sicuramente fissato in modo indelebile le “gesta”
del pennuto se solo si fosse manifestato ai nostri occhi).
Possiamo
solo immaginare che siano state nocciolaie o ghiandaie, rumorose e garrule,
intente a consumare le scorte di pinoli nascoste nelle crepe dei tronchi.
Ed
eccoci nel cuore del bosco, al rifugio Bagnour, dove la dimensione fantastica è
smorzata dalla presenza delle numerose persone che oggi son salite fin quassù.
In
un batter d’occhio i nostri uomini si prodigano per sistemare una lunga
tavolata, cosicché si possa condividere il pasto insieme sulla terrazza
inondata di sole.
Una
porzione abbondante di polenta fumante viene celermente servita ed altrettanto
velocemente i piatti si svuotano: bisogna pur nutrire questa fantasia… ma anche…
e soprattutto le gambe che… “energiche” dovranno riportarci a valle!
Il
sole, seppur splendente non riesce a mitigare a dovere il grande gelo, così,
dopo la pausa caffè, siamo nuovamente e “rumorosamente” in marcia (forse per
non essere da meno rispetto al nostro amico “gai”: uccello chiacchierone,
appunto).
Un’ultima
sosta per osservare da vicino la pregevole baita-rifugio Grongios Martre,
frutto di una decina di anni di lavoro da parte di un artigiano di
Pontechianale, poi… inevitabilmente… come ogni domenica che si rispetti, arriva
il momento dei saluti. Oggi oltre a… “Ci si vede la prossima domenica” si sente
soprattutto… “Buon Natale, ci vediamo a S. Stefano!”
Nessuno
pare deluso per aver scelto un itinerario così “magico” in alternativa alla
frenesia per la caccia all’ultimo dono.
Ma
i “cacciatori di regali”, in quest’ultima domenica pre-natalizia, avranno
saputo vivere la dimensione di attesa e di stupore che il “bosco incantato” ha
saputo regalarci…?
La Maestra a Quadretti
mercoledì 28 dicembre 2011
Notturna a Punta Ostanetta - Sabato 10 dicembre 2011
Il ritrovo oggi è alle 16, sì perché l’obiettivo è…la
notturna!!!
Il cielo è sereno, la luna sarà piena, i partecipanti sono
entusiasti e tutto promette per il meglio anche se, per la verità, una pecca c’è: dovrebbe essere
l’inaugurazione della stagione “ciastre” ma … c’è carenza di materia prima; la
neve scarseggia.
Così, dopo la tappa consueta da Natale a Paesana per
raccogliere tutti i partecipanti e prendere qualcosa di caldo, si riparte alla
volta di Pian del Ciarm, sopra Ostana.
Parcheggiamo nel piazzale completamente sgombro dalla neve:
quante volte siamo partiti con le ciastre già ai piedi dall’ultima borgata
parecchio sotto?
Ci prepariamo mentre un vento freddo soffia e partiamo. Si
chiacchiera, ci si scalda e il cielo imbrunisce sempre più: a poco a poco cala
l’oscurità, a poco a poco sale la luna; si accendono le luci della pianura e
dei versanti di fronte.
Percorriamo alcuni tornanti della strada sterrata che parte
proprio a fianco degli abbeveratoi e, all’altezza del “grande masso”,
abbandoniamo la strada per inerpicarci sul versante erboso che sale verso le
falde della Punta Ostanetta.
La luna è ormai alta, le nostre pile sono del tutto inutili,
la carovana guidata da Luigi procede tranquillamente: si può seguire senza
alcuna difficoltà chi sta davanti senza timore di inciampare.
Il PANORAMA sul Monviso è ormai completamente aperto e la
nostra montagna preferita è lì che ci guarda, lei sì, bianca di neve contro il
cielo ancora blu intenso; qualche stella contorna lei e il suo mantello.
Ci fermiamo per rifocillarci e, voltandoci, osserviamo
meglio lo spettacolo alle nostre spalle: fantastico, è sempre nuovo!!!
Qualche chiacchiera e poi si ritorna perché ci attendono per
la cena al nuovo agriturismo.
Buon cibo, buona compagnia, chiacchiere, racconti, Gustin
sempre sulla breccia con le sue storie, la sua cordialità, la sua curiosità,
l’entusiasmo!
…c’è anche chi dice, che quella sera, sulla punta
dell’Ostanetta c’è stato veramente…
Risalendo in auto, un ultimo sguardo alla notte: il Monviso è
lì, bello, bianco, impassibile.
Paola
martedì 6 dicembre 2011
Sentiero Lanzetti - Domenica 4 dicembre 2011
RICETTA
per una “sfiziosa ed
energetica” domenica in montagna
Tempo: 4 ore e trenta minuti
circa più 2 ore di riposo.
Grado di difficoltà: medio -
scarso per quanto riguarda
la fase di riposo.
INGREDIENTI per 15
persone:
–
Una
limpida e ventosa domenica di inizio dicembre;
–
la
bella Valle Varaita;
–
l’assolato
sentiero Lanzetti;
–
una
sosta per il pranzo al Rifugio Savigliano;
–
il
rientro con tappa obbligata al Segnavia di Brossasco.
Procedimento:
Risalita la Valle Varaita fino a Genzana di
Pontechianale, GIRATE a destra e, dopo poche centinaia di metri, parcheggiate
le auto nei pressi del Rifugio Savigliano.
TOGLIETE zaini e bastoncini dal portabagagli, infilate
scarponi, occhiali da sole, berretti e… con passo lento e cadenzato, iniziate a
percorrere i lunghi tornanti in direzione “Le Conce”.
Guadagnando quota gradualmente, prestate
attenzione al fondo stradale alquanto melmoso e… al primo bivio, svoltate a
sinistra (sentiero Lanzetti).
DISPONETEvi ora in ordine sparso ed ammirando di
fronte a voi l’imponente mole del Pelvo d’Elva, approfittatene per tarare gli
altimetri.
PROSEGUITE spensieratamente fino a quando la
presenza di neve sul sentiero contribuirà a rendere la marcia più suggestiva.
PREPARATEvi ad affrontare alcuni tratti ricoperti
qua e là da sottili lastre di ghiaccio; PROCEDETE dunque con la dovuta cautela
“sostenuti” dai compagni di viaggio.
UNITE il piacere per il movimento a quello per la
gola concedendovi una pausa sostanziosa a base di cioccolata calda.
NEL FRATTEMPO appagate anche la vista ammirando
dall’alto l’abitato di Chianale, piccolo scrigno, considerato a pieno titolo
uno dei Borghi più belli d’Italia.
CONTINUATE percorrendo un incantevole tratto in
pineta, dove potrete osservare il “lavoro d’erosione” compiuto ad opera dei
cinghiali.
Quando già lo sguardo si poserà sul tratto
terminale della valle e sulla conca del Lago Blu, salite gradualmente il ripido
versante erboso fino a raggiungere l’ingresso di un fortino abbandonato.
Munitevi di pila o fatevela prestare ed
introducetevi con cautela nel buio cunicolo.
Nonostante il luogo insolito ed appartato,
potreste dovervi riparare dal bombardamento incessante dei flash di un audace
fotografo.
PROSEGUITE risalendo un’erta scala, cercando di
scansare bottiglie di vetro e latte arrugginite per giungere infine nella sala
centrale dove, affacciandovi da una feritoia, potrete ammirare il panorama.
Non fatevi intimorire da un “misterioso ritratto”
che, a volte… compare sulla parete…
Dopo un’avventura così emozionante e non priva di
rischi, SALTATE qua e là, scendendo di buon passo uno scosceso pendio erboso e
raggiungete la sede stradale.
La marcia potrà risultare più noiosa, ma la vista
del lago di Pontechianale vi spronerà a continuare, consci del fatto che il
pasto di mezzogiorno (oggi posticipato alle 14) sta per concretizzarsi.
Sedendovi a tavola DISPONETEvi ALLINEATI,
PASSATEvi i vassoi colmi di verdure cotte e crude ed AFFETTATE il tutto con
diligenza.
Lasciatevi SERVIRE più volte un’ottima “bagna
cauda” nella quale intingere i vegetali insieme al commensale seduto di fronte
a voi.
Questa fase richiederà molta calma e pacatezza.
GUARNITE questo momento chiacchierando con gli
amici e condividendo pensieri ed emozioni.
INSAPORITE il tutto con un’inattesa esibizione
canora.
Suggerimento dello chef:
Se lascerete “decantare questa giornata”
sorseggiando “qualcosa di caldo” al Segnavia di Brossasco, potreste scoprire
“dettagli” fino a quel momento rimasti nell’ombra… : un’appendice di allegria prima
di tornare a casa…
La Maestra a Quadretti
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