lunedì 20 giugno 2011

MINITREKKING RIFUGIO GARELLI

PRIMO GIORNO_18 giugno 2011
Sabato mattina, verso le 8, il bar della Certosa di Chiusa Pesio era particolarmente affollato… eh sì, perché ci siamo ritrovati in 30 per iniziare con una buona colazione (a sentir Dona “la torta del bar della Certosa era spettacol…osa!”) il minitrekking conclusivo del 16^ Corso di Escursionismo. Dopo la sosta d’obbligo per la colazione eccoci tutti indaffarati a Pian delle Gorre a calzare gli scarponi ed equipaggiarci al meglio per iniziare il nostro cammino, che ci porterà a trascorrere la notte al Rifugio Garelli (1970 m). Iniziamo la gita percorrendo dapprima una comoda strada che presto diventa un sentiero che si addentra nel bosco, di cui apprezziamo sin da subito i profumi e l’ombra che ci regala. Arrivati al Gias Sottano di Sestrera ci concediamo una pausa un po’ più lunga per dissetarci alla fontana e fare uno spuntino; riprendiamo il cammino e man mano che procediamo verso il rifugio ci troviamo sempre più immersi in un’esplosione di colori, creata dai numerosi rododendri in fiore: impossibile trattenersi dal fotografare queste meraviglie!
Finalmente ecco apparire la nostra meta: siamo in perfetto orario, non ci resta che fare pranzo… Ognuno cerca il posto migliore e in un attimo abbiam tutti la bocca piena, ad eccezione di Maicol che attende la sua polenta e salsiccia… tanto per tenersi leggero! Dopo il caffè eccoci pronti a sistemarci nelle camere, ma la sosta dura poco: alleggeriti un po’ gli zaini, siam di nuovo in marcia in direzione della Porta Marguareis. Vuoi la stanchezza, vuoi la distrazione nell’ammirare e fotografare le miriadi di fiori che colorano i prati… fatto sta che non becchiamo la “Porta” e superando alcuni tratti innevati ci ritroviamo sul colle del Pas (2350 m)! Il forte vento (ma forte davvero!!!) ci obbliga a far presto dietro fronte a ridiscendere verso il Rifugio… quand’ecco che qualche prode eroe scopre il sentiero per la Porta… che fare? Non ci son dubbi… si sale! E così rieccoci ad affrontare l’ennesima salita (sarà davvero l’ultima?) che ci porta in vetta (2275 m). Breve sosta e poi via di nuovo verso il rifugio dove rientriamo stanchi e desiderosi di una doccia, ma pienamente soddisfatti! Intanto arrivano anche Bartolo e Debora, per cui ora il gruppo è davvero al completo… non resta che cenare!
Nonostante la stanchezza, le chiacchiere a tavola non mancano, complici la buona cucina del gestore e il buon vinello… E dopo cena pare che pochi abbian voglia di andare a letto! Ci attardiamo ancora un po’ tra caffè e “pusa-cafè” e qualcuno si avventura anche fuori per godersi i colori della notte e i giochi di ombre che si creano… Così ci riscopriamo un po’ bambini a cercare nelle nuvole in corsa le sagome più strane (ce n’è per tutti i gusti: dagli animali più improbabili ai personaggi dei cartoni della nostra infanzia…) rimanendo incantati quando il gestore ci fa notare niente meno che il profilo di Hitchcock addormentato nella montagna che ci sovrasta: incredibile! L’idea sarebbe di rimanere ancora un po’ a scrutare le stelle, ma… le nuvole presto oscurano parte del cielo e inoltre domattina ci aspetta un altro “giretto”… meglio andare a riposare un po’… sempre che i nostri “russatori provetti” non esagerino!!! Buona notte…
Ma-Ester

SECONDO GIORNO_19 giugno 2011
Dopo il lungo e ristoratore sonno notturno, allietato qua e là da alcune sonore russate (per chi le ha udite), eccoci a tavola, svegli e pimpanti, pronti per gustare un’energetica colazione a base di latte, caffè d’orzo, pane, burro e marmellata di mirtilli.
Un’ultima ed accurata ispezione delle camere per controllare di non aver dimenticato nulla e, puntuali alle ore 8,40, zaini in spalla, ci facciamo immortalare per la foto di rito davanti al Rifugio Garelli in compagnia del gestore e del fedele cane Arguel.
Prende il via subito dopo la nostra lunga camminata di questa seconda giornata di trakking in alta Valle Pesio: prima meta il Passo del Duca - m. 1989.
Come un lungo serpentone iniziamo a scendere il sentiero non ancora illuminato dal sole; chiudono la fila tre efficienti “scope”: Donatella e Monica (dette Tonkita 1 e 2), Maurizio (soprannominato Pippo).
Arrivati al Gias Soprano del Marguareis, i nostri istruttori propongono al gruppo una lezione pratica di soccorso e dispensano informazioni dettagliate riguardo alla richiesta di aiuto, all’uso delle radio, all’intervento ed all’atterraggio dell’eventuale elicottero, agli imbrachi di emergenza ed alla messa in sicurezza del malcapitato.
Il gruppo si dimostra molto attento e partecipe della sorte del povero Forrest che si è immedesimato nella parte dell’escursionista ferito e, dopo essere stato raggiunto da Bartolo, viene fatto risalire con l’aiuto di Beppe.
Uno scrosciante applauso conclude l’esercitazione e, sotto il sole ormai cocente, siamo di nuovo in marcia.
Al bivio per il Passo del Duca salutiamo Ombretta e suo padre che devono rientrare e non concluderanno il giro insieme a noi e volgiamo lo sguardo lassù al Passo preceduto da una lunga e ripida salita.
In effetti questa ora di marcia si rivela alquanto sfiancante, soprattutto perché il caldo comincia a farsi sentire e già ci manca il vento rigenerante di ieri pomeriggio.
Come sempre però, un passo dopo l’altro maciniamo la strada sotto i nostri piedi e rispettando pienamente i tempi di marcia raggiungiamo un bel ripiano erboso che ci permette di godere di una vista mozzafiato sulla pianura e sull’arco alpino e sul quale sostiamo per la merenda di metà mattinata.
Ancora qualche serpentina e raggiungiamo finalmente il caratteristico intaglio del Passo del Duca. Di qui la vista spazia verso la grandiosa Conca delle Carsene costeggiando anche uno dei tanti abissi presenti nella zona. Prima di arrivare alla conca prativa del Gias dell'Ortica, valutando il tempo di percorrenza necessario e la strada che ancora manca per concludere l’escursione, si decide di non deviare in direzione della Capanna Morgantini.
Il gruppo si rivela a dir poco entusiasta della decisione degli istruttori anche perché ciò significa poter fare una sosta più lunga.
Alle ore 12,30 inizia così il lauto banchetto, con il solito tripudio di panini, salumi, formaggi, dolci e cioccolata che, passando di mano in mano, si scioglie impietosamente sotto i raggi roventi.
Appagati e ristorati ci si divide tra chiacchiere, riposo, ritocchi di creme protettive, sguardi rivolti verso le cime circostanti, in particolare verso la croce del Marguareis e la cresta della Fascia che la sera prima avevamo osservato dal Rifugio Garelli, dopo che il gestore ci aveva fatto notare come il profilo assomigliasse a quello di una persona e portasse il soprannome di montagna di Hitchcock.
Prima della partenza Beppe e Monica, muniti di macchina fotografica e pila, si dirigono, sotto commissione, alla ricerca di vino che, secondo alcuni, dovrebbe essere stato dimenticato in una “specie di truna” poco distante.
Monica procede a passo spedito, calzando elegantemente bianchi infradito; con passo più incerto la segue Beppe, coraggioso ed intrepido a piedi scalzi, imprecando su ogni cardo pungente. La missione fallisce: nessuna bottiglia viene stappata.
Alle ore 14 l’imperativo è: in marcia!
Poco prima del Passo di Baban, suggestivo passaggio tra le rocce, ci fermiamo per un momento di raccoglimento in ricordo degli amici del C.A.I. ormai scomparsi.
Di qui poi i metri conquistati con la salita scivolano via via sotto i nostri passi veloci e la discesa procede allietata dai canti delle “voci bianche” presenti nel gruppo.
Ancora una deviazione per raggiungere il caratteristico Pis del Pesio, che però non si mostra ai nostri sguardi perché ormai in secca. Lì incontriamo però Andrea Parodi famoso autore di guide escursionistiche dei monti liguri e cuneesi.
Un fitto bosco ci accompagna negli ultimi metri e di colpo… di nuovo la quotidianità fatta di famiglie a spasso col cane, di urla di bimbi spensierati, di pic-nic sull’erba e delle nostre auto pronte a ricordarci che, dopo due giorni passati insieme a guardare il cielo, a dare forma alle nuvole, a godere di panorami mozzafiato sferzati dalla forza del vento, dovremo metterci in moto su strade da subito trafficate ed invase da chi, dopo la fretta di venire ad occupare un fazzoletto di prato, ha ancora più premura di ritornare a casa. Questo mini trekking di due giorni conclude il sedicesimo corso base di escursionismo: abbiamo sicuramente appreso nozioni che in parte ignoravamo, pur avendo, chi più, chi meno, già frequentato la montagna, ma soprattutto ci siamo divertiti, godendo di un’ottima compagnia, che ha reso ogni uscita un’indimenticabile giornata.
La maestra a quadretti

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