lunedì 13 luglio 2009

Col d’Arsine – domenica 12 luglio

Gita “all’estero”…

Partiti all’alba con il pullman per questa bellissima escursione in terra francese… il silenzio, il lieve russare e le bolle al naso sono gli attori principali fino all’autogrill di Salbertrand, quando ci fermiamo per la colazione… ci precedono tre pullmann di vecchiette arzille e chiassose che intasano l’autogrill, a fatica riusciamo a prendere il nostro sospirato caffè. Proseguiamo il viaggio… dove facciamo una breve pausa al Col Lautaret per le foto di rito e lo spettacolare panorama sul ghiacciaio della Meje e sugli Agneaux caratteristiche punte gemelle, una bianca sempre innevata, mentre l’altra nera per le sue ripide pareti)… in dieci minuti raggiungiamo il punto di partenza della nostra escursione, appena dopo il paesino Le Pied du Col… calziamo gli scarponi, salutiamo l’autista raccomandandoci di ritrovarci al nostro arrivo presso il paesino Le Casset… proseguiamo su una strada bianca che conduce fino ad un parcheggio per auto, al confine del Parc Nazionale Des Ecrins (http://www.ecrins-parcnational.fr/)... Da qui il percorso è su sentiero, costeggia il fiume che scende impetuoso e raccoglie le acque dei ghiacciai... Luigi a capo della lunga fila di 39 partecipanti, io a chiudere… facendo ben attenzione a non perdere qualcheduno sul sentiero.

In un’oretta siamo in vista del Rifugio de l’Alpe de Villar d’Arene… una breve sosta per dissetarci e consumare qualche barretta… un gruppetto di curiose vacche intente a pascolare si avvicinano a noi curiose più che mai… alla nostra destra i ghiacciai delle vette sono vicinissimi, maestosi, colorati e con forme più svariate… sembra di toccarli con mano. Continuiamo il nostro itinerario in direzione S-E, di fronte a noi le cime degli Agneaux e i loro ghiacciai pensili… costeggiamo il Rio de la Planche… incrociamo una miriade di ruscelletti che con le limpide e gelate acque ingrossano il torrente. Alla mezza raggiungiamo il colle d’Arsine a 2348m Con una piccola deviazione, saliamo di 150m e raggiungiamo un laghetto anonimo, ma stupendo. Il ghiacciaio seminascosto dal pietrisco della morena scende fino a bagnare i piedi nelle acque ghiacciate… le sfumature tra il verde smeraldo e il grigio argento del ghiaccio vecchio di anni contrasta con l’acqua lattiginosa con sfumature azzurrognole del lago… intanto le nuvole hanno coperto il tiepido sole e il vento gelido penetra nelle ossa… ma non riesce a distogliere il nostro sguardo dallo spettacolo della natura…

La pancia borbotta e ci porta alla realtà.. dobbiamo raggiungere le nostre amiche Amabile, Marina e Marisa che sono andate in avanscoperta per i posti migliori nei pressi del laghetti per il lauto pranzo…

Ognuno di noi sceglie il suo posto per pranzare… gli zaini sono colmi di prelibatezze, formaggio, salame, dolci vari e immancabile il buon vino… il tempo vola… è già ora di riprendere il viaggio… le acque azzurre del torrente Petit Tabuc, il verde dei prati, il grigio dei pietroni creano tonalità di colori vivacissimi…

Breve sosta nei pressi del Lac de la Douche, per godere ancora per un po’ del bellissimo paesaggio prima di essere inghiottiti dal lariceto di fondo valle… il sentiero diventa di nuovo strada quando il fondo valle spiana… il lariceto sembra magico, bosco delle favole, abitato dai folletti… a loro lasciamo i nostri sogni, i nostri desideri, con la speranza che possano avverarsi per ognuno di noi… ritorniamo alla civiltà e in breve raggiungiamo il paesino Le Casset. L’autista, come promesso, ci attende appena fuori del paesi…

Siamo stati veramente bravi, 19 km di sentiero, circa 850m di dislivello, forse un po’ stanchi, ma felicissimi di aver, per un giorno, liberato la mente per dare spazio a immagini, emozioni, sensazioni, che solo una bella camminata nella natura può regalare… in attesa di un’altra bella gita…

Album: http://picasaweb.google.it/escursionismocaimonviso/COLLEDARSINE#

Mula

giovedì 2 luglio 2009

14° CORSO DI ESCURSIONISMO –Mini trekking: Parco del Monte Avic- 27-28/06/09 (By Ago)

1° giorno : Da Veulla-Chevrére (Champdepraz) , al Rifugio Barbustel e al Mont Torretta

Dopo essere partiti da Saluzzo alle 5,30 e da Carmagnola alle 6,00, ci ritroviamo in 35 alle 8,45 in frazione Veulla di Champdepraz (1307) pronti ad iniziare il mini-trekking.

Il tempo è molto bello e… quasi fresco quando iniziamo la salita seguendo il sentiero 5-C che parte con un’ampia mulattiera per poi diventare, a quota 1480, un ripido sentiero che svolta a sinistra e raggiunge in breve la località Magazzino (1550) ore 9,40.

Siamo immersi nel verde, il Pino Uncinato, il Pino Silvestre, il Larice, il sottobosco ricco di rododendri appena in fiore, sono sormontati dall’inconfondibile profilo del Monte Avic che domina la valle.

Alle 10 costeggiamo una grande Roccia Montonuta (1630) dal colore scuro, che presenta evidente l’erosione millenaria del ghiacciaio…

Dopo una pausa a quota 1740, alle 10,30 raggiungiamo il lago La Serva (1810) dove ci fermiamo per la colazione… intanto ammiriamo lo specchi d’acqua circondato dal verde, peccato che una grande slavina invernale abbia sradicato una notevole porzione di pineta.

Salti fino a quota 1930, ci fermiamo ad ammirare di fronte a noi il versante opposto della Valle d’Aosta dove il gruppo del Rosa e l’austero Cervino, entrambi molto imbiancati, fanno bella mostra di se (foto!)

Saliamo ancora velocemente ed alle 11,40 ci fermiamo brevemente in una piccola spianata (2030) per poi raggiungere alle 12,10 un ampio prato in località baite Cousse (2050) dove ci fermiamo per il pranzo.

Il sole è sempre caldo e si sta benissimo… per questo riprendiamo la salita un po’ a malincuore (ore 13,30) per arrivare al rifugio Barbustel alle 14,00 (quota 2200).

Appena sistemati in rifugio, 23 volenterosi riprendono la salita in direzione sud e, percorrendo inizialmente alcuni ripidi dislivelli su prato e quindi una pietraia, raggiungono il Col Blanc ed a seguire il Mont Torretta (2530) alle 16,45, superando nei pressi della vetta alcuni “passaggini” alpinistici … complimenti!

Intanto al rifugio giungeva il caro direttore Beppe, che in due ore si era “fumato” la salita (purtroppo non era potuto salire con noi perché il mattino era restato vicino alla carissima Lu che improvvisamente aveva perso il papà…) i nostri complimenti per la velocità lo hanno rallegrato… così come una bella doccia calda!

Dopo una cena quanto mai gradita e qualche canzoncina, la serata si conclude con un ripasso estemporaneo di tutte le domande più comuni e curiose scaturite in questo corso, da rimarcare le interessanti risposte che gli istruttori hanno elargito…

Dopo una sgranchita di gambe attorno al rifugio a guardar le stelle… e le costellazioni (dove saranno “l’ariete”, e il “leone” e lo “scorpione”…ma?!) tutti a nanna perché domani si parte presto…

2° giorno : Dal Rifugio Barbustel, salita al Gran Lago, discesa al lago Leser e ritorno a Veulla

Il tempo è sempre bellissimo, alle 7 siamo già in molti assiepati a fianco del rifugio per goderci il profilo del Cervino e del Rosa illuminati dal primo sole, spettacolo!

Fatta colazione, alle 8,15 riprendiamo il sentiero C-5 e costeggiati i laghi: Lac Blac , Lac Noir e Lac Cornu non lontani dal rifugio; saliamo sulla sinistra orografica del notevole torrente che ha qui scavato gole profonde e che si esibisce in innumerevoli cascate… davvero un bello spettacolo: di fronte a noi grandi pareti di roccia costellate di neve e cascate… illuminate dal sole che si alza alle nostre spalle ed inizia a riscaldarci!

Alle 9,00, Beppe approfitta di una breve pausa a quota 2300, per farci di nuovo osservare le rocce “montonute”, quindi veloci di nuovo su attraversando un’ampia “torbiera” per poi trovarci di fronte un ardito versante quasi completamente imbiancato di neve con un’enorme cascata al centro che risulterà poi essere l’emissario del Gran Lac nostra meta.

“Gasati”(!) da tanta bellezza… seguiamo entusiasti la ripida traccia che Beppe, Bartolo, Pedro e Luigi tracciano scalinando il costone nevoso che sale alternandosi a radi tratti rocciosi…

Sempre molto impegnati e disciplinati, saliamo veloci e compatti in fila indiana fino ad uno “spettacolare” traverso innevato (quota 2400) appena sopra alla grande cascata… e via(!) dopo solo un attimo di comprensibile timore procediamo belli e veloci a superarlo (protetti appena al di sotto dai nostri AE posizionati a guisa di catena umana di sicurezza… mitici!) per giungere quindi al Gran Lago alle 10,00.

Qui… veramente… SPETTACOLO! L’enorme invaso è circondato da tre lati da alte vette tutte imbiancate, le ripide discese di neve che giungono fino al lago sono istoriate da venature e disegni realizzati dall’acqua… la superficie del lago è tutta ghiacciata, ma non in modo uniforme, si possono infatti notare i diversi colori: più bianchi dove c’è ancora neve sulla superficie e più azzurri e scuri dove c’è ghiaccio puro… davvero bello!!

Da uno sperone roccioso poco sopra osserviamo e fotografiamo la valle sottostante, in lontananza gli innumerevoli laghi visti in salita sono piccole perle che brillano tra il verde circostante…

Alle 10,50 a malincuore si ridiscende, e dopo aver percorso il “brividoso” traverso di neve e gli altri a seguire, verso le 12,30 siamo nuovamente al rifugio dove, tra un mucchio di escursionisti domenicali (…ma da dove è sbucata tutta sta gente!) ci godiamo un bel pranzo al sacco, un po’ di vino ed un buon caffè… commentando la salita ed ascoltando le barzellette di Sergio!

Ore 14,20 si parte seguendo il sentiero 5 che costeggia il lago Vallet (2168) e ci porta su di un “aereo” percorso sul versante opposto di quello di ieri… da dove ammiriamo la sottostante valle. Superati alcuni ponticelli da “brivido”, alle 14,20 ecco una breve sosta al posto di osservazione panoramico a quota 2100 e quindi poco sotto al lago Leser (2020).

Il sole è sempre alto e la temperatura sempre più calda ci accompagna in una lunga e ripida discesa che ci porta tra boschi di conifere, spiazzi erbosi, torbiere… per poi farci raggiungere, un po’ affaticati, le auto alle 16,30 dove ci concediamo… una bella rinfrescata nella fontana gelata!

Incorniciamo quindi questa magnifica due-giorni con una pausa sopra Verrès (trattoria Omens) dove ci attendono Pino ed Ornella e… una montagna di leccornie per la grande marenda-sinoira finale ed annessa cantata, grazie all’accompagnamento del chitarrista amico dei nostri sempre cari valdostani!

P.S. questo trekking ha lasciato in “sospeso” alcuni interrogativi cui non sappiamo dar risposta…

Com’è possibile che il “minuto” Giorgio riesca a mangiare così tanti panini…in pochi secondi?

Come mai Ago non riesce a prendere la TV “Capo d’Istria” nonostante l’antenna…?

Cosa era disegnato sulla stufa della storiella di Sergio…?

E’ vero che… “enta fè atensiùn a dormi tra Ariete e Leun”…?


- Il traverso ed il lago -

Al Barbustel dopo il vino, la sera

si fa una scenetta un po’ finta e un po’ vera

sulle domande che si fan in montagna…

così l’allegria ci è amica e compagna!

L’indomani salendo, alla meta sognata la sera

un “traverso” di neve è una prova severa

ma hai nostri allievi non gliene fa un baffo…

e per giungere al lago allungano il passo!

Il lago è enorme ed è tutto gelato

la sua vista incredibile ci ha davvero premiato,

è magnifico il trekking… e l’Avic da lassù

ci guarda e si gode questo bel cielo blu!

martedì 23 giugno 2009

14° CORSO DI ESCURSIONISMO -4ªuscita:Col de Mirandol, Fouillouse- 21/06/09 (By Ago)

Per rendere la quarta uscita più impegnativa… il nostro Pedro ci ha fatto espatriare in Francia dove ci cimentiamo nell’anello Meyronnes (1528), Col de Mirandol (2433), Fouillouse (1900), St.Paul (1460), appena al di là del colle della Maddalena.

Siamo in 35 (17 allievi) partiti da Saluzzo alle 6, che iniziano la salita da Meyronne alle 9, allegri e contenti sia per la lauta colazione fatta al bar a Bersezio, sia soprattutto perché dopo le piogge e le nevicate della notte scorsa… ora c’è un sole bellissimo!

Salendo osserviamo come le cime ed i colli circostanti siano imbiancati di neve fresca che ci regala un piacevole venticello; alle 9,40 siamo a St.Ours, piccolo borgo lindo e ordinato con annessa chiesetta e percorso di Via Crucis che si snoda verso la montagna.

Saliamo veloci ed alle 10,30 facciamo una pausa ristoratrice a quota 2050, per poi proseguire in direzione nord su di un ripido pendio e qui, forse distratti dal paesaggio (…ma quale?) la testa del gruppo si esibisce in un “traverso” a quota 2200 per recuperare il giusto sentiero che piegava ad ovest verso il colle (…interessante test sulla buona tenuta delle suole in vibram!)

Alle 11,45 eccoci al Col de Mirandol (2433), ammiriamo alle nostre spalle la spettacolare via percorsa in salita ed intuiamo verso nord la discesa ricca di prati e verdi conifere che ci separa da Fouillouse… intanto il fresco venticello (la neve è a due passi) ci congela velocemente le membra!

Dopo una veloce foto di rito, lasciamo il colle e scendiamo fino ad un prato fiorito a quota 2200 dove ci fermiamo per il pranzo in un luogo più riparato del vento, qui ci spaparazziamo al sole… che gioca a rimpiattino tra rade nuvole bianche (ore 12,30).

Ecco subito un bel po’ di cibo, portato del suolo patrio per mitigare la nostalgia(!), sbucare dagli zaini e imbandire il telo sul prato, il tutto accompagnato naturalmente da qualche gentile “bevanda”(…se ne son contate almeno una dozzina di tipi!) questo perché l’organizzazione della sottosezione di Carmagnola è, come sempre, impeccabile!

Ore 13,50, dopo la foto di rito con alle spalle l’imponente Chambeyron, riprendiamo la discesa che ci porta ad attraversare un bel bosco di pini ed abeti fino a Fouillose, che raggiungiamo dopo aver superato il torrente ricco di acqua su una approssimativa passerella (ore 14,50)

Dopo un breve ristoro a base di Orangina e/o Pastis… riprendiamo la discesa in direzione St.Paul seguendo il sentiero GR56 che si snoda tra ampi prati fioriti. Ci fermiamo ad osservare una bella e grassa marmotta che ci guarda incuriosita e quindi, a quota 1700, scattiamo alcune foto al lontano ponte romano della carrozzabile che sul versante opposto porta a Fouillous, anche perché questo ponte è testimone di passati percorsi di alcuni di noi…

Siamo ormai un po’ affaticati ed anche accaldati per la più bassa quota quando, sempre costeggiando il torrente che ora è diventato un fiume, arriviamo a St.Paul (ore 17) dove ci attende il pulman… gradito quanto mai(!) considerato che oggi abbiamo percorso in totale circa 17 chilometri!

Sulla via del ritorno ci rifermiamo a Bersezio per il nostro refrigerio e… la gioia della barista.

Quindi a casa… non prima di aver augurato in musica un caloroso Buon Onomastico al nostro prezioso Luigi.

Siamo davvero tutti soddisfatti per questo bel percorso ad anello, propedeutico al mini-trekking che nel prossimo weekend ci porterà nel parco naturale del monte Avic…

- Il bello dopo la tormenta -

La notte pioggia, vento, neve e tormenta

come non capir se c’è chi si lamenta(?!)

ma se la costanza al fine va premiata

ecco il bel tempo su una Francia assonnata.

Al colle fa freddo e c’è anche la neve

che ci porta incontro un profumo lieve

violette, margherite e non-ti-scordar-di-me

al sol ti riposi… pensando a chi qui non c’è.

venerdì 19 giugno 2009

Le famose suole Vibram...

Le famose suole Vibram dei nostri scarponi ci accompagnano ad ogni nostro passo sui monti....
Leggete qui la storia...


Buona lettura...

domenica 14 giugno 2009

14° CORSO DI ESCURSIONISMO - Terza Uscita: M.te Cappel - 7 giugno 2009 (By Ago)

Per la terza uscita siamo nuovamente in Val Maira, iniziamo la salita dalla borgata Vallone (1430) sopra ad Ussolo alle 9,30. Siamo in 38, di cui metà allievi, a salire in direzione nord-ovest su una carrareccia che abbandoniamo quasi subito per seguire il sentiero (GTA) che svolta a sinistra.

Il tempo è bellissimo, nel cielo blu non si vede una nuvola, la temperatura è gradevole mentre osserviamo le innumerevoli variopinte fioriture, forse opera del nostro caro Luigi promotore di questa gita, che è venuto quassù a seminarle durante la ricognizione… (n.b. la notizia non è certa!)

A quota 1550 osserviamo un particolare pilone votivo, che nella costruzione ingloba addirittura un forno; davvero un’interessante esempio di sinergia delle antiche popolazioni, che in questo modo si occupavano contemporaneamente della salute del corpo e di quella dell’anima!

Saliamo circondati da un verde brillante, superiamo un altro pilone votivo a raggiungiamo la grangia Passo (1707), sull’altro versante intravediamo il famigliare vallone dell’Unerzio che molti di noi hanno già percorso innumerevoli volte in tutte le stagioni…

Dopo una breve pausa riprendiamo ancora sulla carrareccia, costeggiamo le grangie Chioligera (1766) alle 10,30, per poi affrontare un impegnativo “guado di ruscello su tronco scivoloso” a quota 1830… tutto perfetto: nemmeno Ieio è caduto a mollo!

Dopo una breve pausa a quota 1900 (ore 11) riprendiamo a salire tra radi boschetti di larici e fioriture sempre più incredibili (…mitico Luigi!), per raggiungere alle 11,15 un magnifico colletto a quota 2040 che ci proietterà verso la cima!

Ed ecco la sorpresa: appena scollinati una gentile brezza (si fa per dire…vento forte!) ci accoglie e ci costringe ad indossare vestiti pesanti per non gelare… ma niente paura, in un attimo saliamo a sinistra sullo sperone roccioso che domina la valle, da dove ci godiamo una vista bellissima!

Riscesi al “colletto ventoso”, alle 11,50 saliamo a destra verso la vetta… il vento aumenta, ma i nostri prodi raggiungono velocemente quota 2350 alle 12,40, oggi veramente una bella salita: 1000 metri di dislivello in circa tre ore comprese pause, foto, ecc…!

Davanti a noi le cime imbiancate della Marchisa e del Chersogno sono veramente a portata di mano, magnifico paesaggio mentre il cielo comincia a punteggiarsi di vaghe nuvole bianche…

A causa del troppo vento, per il pranzo riscendiamo a quota 2200, qui ci sistemiamo a semicerchio sotto ad una bella “crestina” e con le spalle alla roccia ci godiamo il bel panorama mentre sbocconcelliamo, si fa per dire, il lauto pranzo… appena(?!) innaffiato da un po’ di “vinello” ed affini (passito, nocino, genepì…)

A malincuore alle 14,30 dobbiamo ridiscendere, il vento è ancora forte, anche se c’è qualcuno che sembra non sentirlo (sarà il cibo o la bevanda?!) e ridiscende in tenuta estiva per portarsi avanti col lavoro… che tanto giù in basso fa caldo!

Ripassato il colletto, al guado di quota 1830 l’acqua è ancora aumentata, così Bartolo, Luigi e gli AE attrezzano una corda fissa che gli allievi percorrono sicuri ed entusiasti dopo che il nostro direttore, Beppe, ha spiegato loro come procedere.

Dopo esserci brevemente riposati nei pressi delle grange Chioligera (ore15,40) scendiamo a quota 1600 e nel sottobosco gli AE attrezzano una sosta con corde, fettucce, ecc., per simulare a scopo didattico il recupero di un ferito scivolato dal sentiero. Gli allievi seguono interessati ed attenti le spiegazioni tecniche di Piero, Beppe, Bartolo, Angelo e Luigi… intanto viene eseguita con successo la manovra! Riprendiamo a scendere ed alle 17 siamo alle auto.

Davvero una bella gita: oltre 1000 metri di dislivello e circa 13 chilometri di distanza percorsa… anche oggi ci siamo ben meritata la pausa ristoratrice al bar!

- La Cresta e il Vento -

In borgata Vallone a cuor contento

si sale col sole e senza vento

ma è solo per poco e giunti al colletto

è la furia di Eolo a farci dispetto!

Così per trovar un po’ di respiro

sotto una cresta si trova riparo

ma riparo da cosa(?!) se è così bello

sfidare la brezza… grazie a un po’ di vinello!

venerdì 29 maggio 2009

Gita Sociale BORDIGHERA-SEBORGA - 17 maggio 2009

Caro Ago non ci sei…

ed allora tocca a me di rimare anche per te.

La mia rima è squinternata e non è sempre baciata,

ma tu certo capirai e così perdonerai

una novia poetessa che a cantar oggi si è messa

e che non canta certo l’ira degli eroi e degli dei

ma la più tranquilla gioia di noi giovani del CAI

6,30 - Partenza

Alla stazione da cui parte il carrozzone…

«Cavourese» chiedo scusa (…irriverente è la mia musa)

Franco dice “State attenti: chi c’è c’è!” e ci ha contati

ma per fortuna (54 più l’autista) alla sera altrettanti siam tornati.

Ore 8,00 - Sosta pausa a Savona

La ginestra gialla è in fiore, noi dal freddo con amore ne ammiriamo lo splendore.

Ore 10,00 - Cap’Ampelio Bordighera

Dai giardini Margherita iniziamo la salita

su e giù per monti e valli va il gruppo al fren ribelle

ei s’immerge nella macchia, ei s’aderge ver le stelle;

or si spezza, or si ricompatta, si rispezza e ricompatta

ma Galliano tutti aspetta… il suo motto è: “Non c’è fretta!”

Ore 11,00 - Sosta panorama

Lo spettacolo è infinito, sotto il mare è sterminato

c’è Sanremo, Ospedaletti e la Francia con Menton

Ci vien voglia di volare… non sappiam se si può fare

ma con l’aiuto del buon Dio s’alza un parapendio

e poi un altro e un altro ancora ed il cielo si colora

di farfalle in movimento che cullate son dal vento.

Per la strada il rosmarino ci ricorda il profumino

sia dell’arrosto… che del gentil bicchier di vino

Ore 13,00 - Sosta pranzo

Nel bel mezzo del cammino ognun siede sotto a un pino,

qui al fresco riparati siam finalmente radunati!

C’è chi offre l’amaretto, chi la grappa chi del vino,

ma la gamba non è stanca sale in quota alla ginestra bianca

arriviam al “Principato” che ci aspetta abitato

silenzioso dai felini… ci son gatti più che pini!

“L’Osteria del Coniglio” non ci sembra un buon consiglio

«Giorgio» con la man protesa sporge da un cartolino

ha la barba brizzolata, poco nobile è il profilo, è adunco, un po’ aquilino.

D’esser principe millanta e di anni ne ha novanta

dicon beva e sempre brillo, Lui dispensi il suo sigillo

a chi cambia il “Luigino” ad un prezzo un po’… altino

Tra i carruggi silenziosi ci aggiriamo con rispetto:

sopra un muro è disegnato bianco e rosso un gran Crociato

Non c’è niun che ci accompagni nella rocca Siccolina

c’è la zecca, la prigione, il municipio, la collina, il Monte Nero, la chiesina

con il Santo Sebastiano: dei trecento seborghini protettor santo e guardiano.

Ore 16,30 - Ripartiamo

Con un viaggio liscio e piano come il volo di un gabbiano a Saluzzo ritorniamo.

Mary e Renzo ci han seguito da vicino solo col telefonino,

un problema familiare li ha tenuti via dal mare.

Grazie Mary, grazie Renzo,

ciao Galliano, grazie a Te ognun porta via con se

un po’ di sole, un po’ di mare e… un’altra storia da narrare!

Mary per sempre e seppur per sempre Mary, Mary per sempre    

martedì 26 maggio 2009

14°CORSO DI ESCURSIONISMO - 2ª uscita: S.Lucia della Vardetta - 24 maggio 2009 (By Ago)

I partecipanti alla seconda uscita del corso sono quarantacinque.

Nonostante il rado sole oggi fa veramente molto caldo(!)… mentre ci prepariamo alla salita e cerchiamo in lontananza il famigliare profilo del Monviso, che però è nascosto da vaghe nubi.

Alle 9,30 iniziamo l’escursione in val Po nei pressi delle Grange Inferiori di Calcinere (930), la meta di oggi è la chiesetta alpina di “Santa Lucia della Vardetta” a quota 1618.

Con i diciannove allievi divisi in due gruppi procediamo inizialmente su di un’ampia strada sterrata (che incroceremo poi di nuovo più in alto) per poi proseguire su una facile mulattiera che s’inerpica tra prati e rada vegetazione di castagni, noccioli, grandi faggi e le immancabili betulle.

Peccato manchi un pò di venticello a rallegrare la comitiva che, dopo le spiegazioni degli istruttori riguardo l’orientamento nei pressi delle grange Superiori (1060), sale accaldata verso la vetta.

Poco prima di incrociare nuovamente la strada sterrata a quota 1350 (ore 10,50) incontriamo un orbettino che si mimetizza sul ciglio del sentiero e che, disturbato dal nostro passaggio, se la squaglia velocemente pur essendo cieco!

Verso le 11,45 raggiungiamo la meta: su di un ampio spiazzo erboso c’è una maira già adibita a piccolo ovile e la bella Chiesa di Santa Lucia della Vardetta qui eretta nel 1936.

Il panorama è bellissimo, tutto attorno possiamo ammirare la verde vallata sottostante, lo sguardo spazia fino alla pianura: in primo piano c’è il Monte Bracco circondato dalla verde campagna punteggiata dai centri abitati.

Sul versante opposto l’abbondante neve del passato inverno ha disegnato per noi una bianca “curva di livello”, una linea orizzontale a quota 1800-2000 metri che rappresenta un anticipo della lezione di orientamento che faremo oggi.

Dopo aver consumato il pranzo, gli istruttori raggruppano gli allievi poco più in alto ed armati di bussola, altimetro e cartina, tornano pazienti a spiegare i segreti dell’orientamento come già fatto giovedì sera in aula… certo quassù è tutto più facile, più interessante… ed anche più bello!

A seguire il nostro medico, Paola, ci spiega brevemente le attenzioni che dobbiamo porre riguardo all’alimentazione quando andiamo in montagna.

Alle 15,30 prendiamo la via del ritorno, non prima di aver dedicato un minuto di raccoglimento ai nostri cari amici già scomparsi: Renato Rei, Livido Bertorello, Gianni Ferrari, Ciancarlo Crotto,  Beppe Buffa e Armando Maggio.

Per variare la discesa seguiamo la direzione sud-ovest e, dopo alcuni piccoli guadi… raggiungiamo il colletto “Testa d l’Asu - Chastel d la Soma” che superiamo per poi scendere in mezzo ad una verde pineta. Ora il gran caldo è un po’ mitigato all’ombra delle alte conifere… mentre raggiungiamo le meire Manjoa (1340) e quindi la strada sterrata ore 16,30.

Alle 17,30 siamo alle automobili, e quindi dal Bar di Natale per la meritata bevuta finale e le allegre chiacchiere di fine giornata… 

- La Ginestra fiorita -

Nel sottobosco in direzione “Vardetta”

per il caldo sentiero si va senza fretta,

a primavera inoltrata già si sente l’odore

della Ginestra e del suo giallo fiore…

«Com’è che dal mar dove sovente ti trovi

sei salita quassù sulle pietre e tra i rovi?»

«Spero non ti disturbi la mia presenza un pò strana

son venuta quassù… per il bel panorama!»