mercoledì 26 ottobre 2011
Domenica 23 ottobre – Rocca la Meja…
venerdì 21 ottobre 2011
Monte Losetta - domenica 16 ottobre 2011
La salita al Monte Losetta, programmata per domenica 18 settembre e… quel dì sfumata, sepolta sotto strati vorticosi di nuvole pregne di pioggia battente, torna alla nostra attenzione venerdì sera, quando Maurizio estende l’invito al gruppo.
Era ormai celata, quasi dimenticata, accantonata a data remota ed invece, proprio quando non te lo immagini più, ecco che un’inattesa giornata si rivela una sorprendente avventura.
Così, formati ed informati sulle previsioni meteo che promettevano cielo limpido, ma anche temperature “in picchiata” partiamo in quattordici in direzione rotabile del Colle dell’Agnello, località Grange del Rio.
Dopo Sampeyre lo sguardo è rivolto, più che al panorama, al termometro dell’auto che inizia una paurosa discesa verso il basso, fino a rasentare i meno 3,5°.
Così non rimpiango l’idea di aver già indossato i pantaloni invernali, anche se qualcuno meno freddoloso della sottoscritta, giustamente commenta: “ Ma quest’inverno come si vestirà?”
Le critiche aleggiano anche quando infilo un vezzoso berretto di lana, impreziosito da due rose.
Avrei dovuto sapere che l’abbigliamento “tecnico” non si sposa assolutamente con questo innocuo dettaglio femminile. Mah…
Fatto sta che, almeno per la prima mezz’ora, è una bella sensazione tenere la testa al “calduccio”, indossando un copricapo più o meno “adeguato”, dal momento che il vento gelido “taglia la fronte come una lama”.
Poco oltre il pianoro della Grangia Bernard ci concediamo una breve sosta e subito i primi thermos fumanti fanno capolino dagli zaini, mentre thé o caffè vengono sorseggiati con parsimonia al fine di prolungare il più a lungo possibile la benefica sensazione di tepore.
Giungiamo in tarda mattinata verso il fondo del Vallone di Soustra, dove già il sentiero incomincia a restringersi e la pendenza si accentua.
A testa bassa, accecati dal sole che ci sta di fronte, con passo lento e qualche pausa di troppo a causa dei primi malanni di stagione che impediscono una respirazione ottimale, guadagniamo il Passo della Losetta, avvolti da un silenzio irreale.
Una brevissima sosta prima di percorrere gli ultimi 182 metri che ci separano ormai dalla cima.
Alle ore 12,20 circa raggiungiamo la croce di vetta per le foto di rito. Grandiosa è la visuale su tutte le cime che contornano il massiccio del Monviso, sul vallone di Guil, nel parco regionale del Queyras, e su quello di Vallanta.
Per il banchetto di mezzodì decidiamo di ridiscendere al Passo e lì, adocchiato un piccolo fazzoletto erboso, stendiamo le nostre copertine.
Il freddo del mattino è ormai un lontano ricordo, tanto che alcuni osano anche le mezze maniche.
L’allegria prende il sopravvento in questo momento di convivialità e condivisione.
I benefici effetti sull’umore generale sono prodotti anche dalle endorfine alimentate quasi sicuramente dalla corroborante e fumante cioccolata calda che, Maurizio, capo-gita, “tenta” di offrire al resto del gruppo, scuotendo vigorosamente il thermos.
Forse le dosi non sono state propriamente rispettate, forse la “quota elevata” crea scompensi non previsti, fatto sta che, come testimoniano le foto, veniamo deliziati da una specie di “Nutella tiepida” che ben accompagna i biscotti di farina di castagne.
Giudizio da chef: niente male!
E… il “cibo degli dei”, oltre ad appagare l’animo, fa riaffiorare anche remoti ricordi d’infanzia.
Distesi al sole, ascoltiamo, rapiti, la storia di Mauri-bambino e del suo cioccolatino nascosto e dimenticato, un dì d’estate, sotto il cappello che, un tempo, gli copriva la folta chioma.
Subito però la realtà riprende il sopravvento per ricordarci che è tempo di tornare.
Lo facciamo affacciandoci e percorrendo il lungo vallone di Vallanta.
Anche l’omonimo rifugio, oggi, si presenta in un’insolita veste: abbandonato ed “accarezzato” solo dal rumore dell’acqua e dal sibilo del vento.
Procediamo spediti e, verso metà pomeriggio, giungiamo a Castello, per concludere poi la giornata alla Porta di Valle a Brossasco.
Duemilacinquecento metri di dislivello sono quelli che abbiamo percorso tra l’andata ed il ritorno; duemilacinquecento volte sarebbe ancora bello tornare in montagna come oggi, potendo godere di un connubio perfetto tra elementi naturali e sensazioni uniche.
La Maestra a Quadretti
giovedì 20 ottobre 2011
LO SAPEVI CHE? Bastoncini per camminare in montagna, come si usano?
BERGAMO — L’abitudine di usare i bastoncini in montagna si è instaurata da non molti anni, ma ha avuto subito un discreto successo.I bastoncini telescopici, prodotti in materiali molto leggeri ed assolutamente maneggevoli, possono essere utilizzati infatti, sia in salita che in discesa, e sono in grado di alleggerire soprattutto la colonna vertebrale e gli arti inferiori. Ma è bene sapere come utilizzarli, al fine di ricavarne tutti i benefici.
A proposito dell’utilizzo dei bastoncini in montagna nel 2008 la Commissione Medica dell’UIAA ha messo a punto delle linee-guida rivolte a medici, non medici, operatori di trekking e spedizioni alpinistiche. E’ fondamentale infatti, fare un giusto utilizzo di questi supporti tecnici che, nella camminata in montagna, sono n grado di alleggerire la colonna vertebrale e gli arti inferiori.
I bastoncini devono essere regolabili e devono avere manopole che bene si adattino alle mani di chi li porta.Quando si cammina senza un carico non c’è molta differenza tra l’avere uno o due bastoncini, mentre quando si é carichi è molto meglio disporre di due bastoncini. Va ricordato inoltre che quando si va in alta quota o in un ambiente decisamente freddo i bastoncini non devono essere troppo lunghi nella camminata: le mani si devono trovare più basse rispetto ai gomiti, evitando così di creare problemi alla circolazione.
Camminando in discesa i bastoncini sono in grado di assorbire una grande quantità di peso, rendendo più agevole il trasporto dello zaino sulle spalle. Ciò risulta vantaggioso soprattutto per le persone anziane o per i soggetti in soprappeso o con patologie articolari o spinali, o, infine, quando si devono trasportare dei carichi molto pesanti.
L’utilizzo dei bastoncini è utile nel garantire un maggior equilibrio statico al corpo, diminuendo la probabilità di cadute, soprattutto quando si cammina su pendii innevati, su terreni bagnati o umidi, attraversando corsi d’acqua o qualora ci si trovi a camminare con scarsa visibilità a causa della nebbia, della pioggia o della neve. Va sottolineato che l’uso prolungato dei bastoncini può ridurre il senso dell’equilibrio e la capacità di coordinamento dell’individuo, specie su terreni di montagna impervi.
Grazie all’utilizzo dei bastoncini si arriva ad un miglioramento soggettivo della percezione dello sforzo fisico, con una camminata più piacevole, distribuendo il carico di lavoro su gambe e braccia. L’uso dei bastoncini va valutato di volta in volta a seconda delle necessità. Non sempre, infatti, sono necessari: qualora divengano ingombranti, come sui terreni impegnativi come sulle creste o su tratti alpinistici, deve esistere la possibilità di poterli fissare allo zaino.
giovedì 13 ottobre 2011
Domenica 9 ottobre 2011 - Rifugio Unerzio, chiusura acqua
È un segno... le mucche abbandonano i pascoli alti per svernare in pianura… le montagne si dipingono con i colori dell’arcobaleno... dal bianco delle vette al giallo oro dei larici che si preparano a spogliarsi dei loro aghi, ai prati colorati di verde pallido, gli ultimi fischi delle marmotte prima del lungo sonno… e la stagione escursionistica estiva si chiude.
Per noi è un momento di festa… ci troviamo per salutare l’estate e prepararci per la stagione invernale… con il desiderio di respirare il profumo della prima neve… dare sfogo all’attrezzatura per le escursioni invernali.
Alle 7.30 puntuali alla stazione dei treni… alle otto per un caffè al Jack bar di Dronero… per iniziare bene la giornata. Ripartiamo per raggiungere Pratorotondo, dopo aver fatto la spesa… per il pranzo. Arriviamo al rifugio verso le 9.30… il freddo pungente “3°” ci accompagna sin dal mattino presto, le ombre diventano lunghe e il sole fatica a scaldare… i primi raggi lambiscono il rifugio solo verso le 10.30.
Mentre Luigi, Mario, Ieio, Monica ed io restiamo al rifugio per i preparativi del pranzo e le pulizie generali del rifugio… il resto del gruppo va a fare quattro passi sul versante assolato del Vallone Unerzio, fino al Colle Ciarbonet …
Alle 12.30 arrivano alla base, forse attirati del profumo del sugo alle olive, dai salami e dai formaggi appena tagliati, o dal brontolio delle loro pance?
La lunga tavola è già preparata… l’acqua nel pentolone bolle… non ci resta che sederci…
I quadratini di focaccia… le fette di salame, l’antipasto di melanzane di Marisa e Luigi… sono le prelibatezze di inizio pranzo, nel frattempo che la pasta diventi “al dente”.
Ecco che Luigi e Bartolo passano di piatto in piatto per servire la pasta… ottima!!!
Le bottiglie del buon vino punteggiano il tavolone… il vociare, le risate, le chiacchiere si disperdono trasportati dal vento… mentre le ore scorrono veloci.
Il formaggio di alpeggio, la gorgonzola, la toma di Sant’Antonio deliziano il palato della seconda portata…
Un attimo di pausa aspettando il dessert e poi…
Le torte della maestra a quadretti e sì… la nostra maestra non insegna solo a contare ai suoi scolaretti, ma prepara delle torte fantastiche… buonissime… deliziose… oggi assaggiamo la mousse di cioccolato e la torta di mele ricamata dalla trama di cioccolato filante…
MMMMMMM che buone… il silenzio per un attimo la fa da padrone… l’unico suono è MMMMMMMMMMMMMMMMMMMMM… (monosillaba che indica piacere, bontà, ripetuta all’infinito finché il gusto rimane in bocca)...
Mentre gustiamo il caffè e il pusa cafè… attendiamo con ansia Ago intento ad accordare la chitarra… ma… aimè quest’anno non è con noi… è lontano 1900 km per lavoro… il nostro pensiero è per lui e sicuramente il suo pensiero per un attimo si ferma sui nostri sorrisi, sui nostri volti… sul faccione di Ieio… che con aria assopita ascolta i discorsi di tutti noi. Era consuetudine concludere la giornata con i canti scritti di suo pugno… e qualche classica canzone…
È ora di riordinare… in realtà ci ha già pensato in parte Marisa “l’attrice” che non riesce a stare ferma… riponiamo le ultime cose, chiudiamo realmente l’acqua e chiudiamo la porta alle nostre spalle.
Passiamo per un saluto da Rolando il nostro “custode” per rinnovare il nostro e il suo impegno a mantenere sempre accogliente il “Nostro angolo di paradiso”.
Beppe
martedì 11 ottobre 2011
LAGHI DI ROBURENT - domenica 2 ottobre 2011
mercoledì 5 ottobre 2011
Inaugurazione palestra di arrampicata
Sono felicissimo di invitarVi Sabato 15 alle ore 16.00 a Carmagnola...
per inaugurare insieme la nostra bellissima PALESTRA DI ARRAMPICATA...
Un mattoncino in più per far crescere la Nostra Sottosezione di Carmagnola...
Si trova nel cortile dell'asilo adiacente alla Nostra Sede, in Via Bobba 10.

Vi aspetto numerosi...
Beppe Mulassano - Reggente Sottosezione Cai Monviso - Carmagnola