lunedì 26 agosto 2013

Sentiero Ezio Nicoli... lavori ultimati...

Carissimi amici... 
E' con gran piacere comunicarvi che ieri siamo saliti fino al Bivacco Andreotti per terminare la disposizione delle tabelle segnavia per il Sentiero Ezio Nicoli... 
Queste poche righe vogliono essere un ringraziamento alla squadra composta da: Giusiano Bartolo, Caporgno Ivo, Mana Mario, Gioda Giancarlo, Colombero Michelangelo ed il sottoscritto.
Di buon ora siamo saliti con gli zaini carichi di materiale per posizionare i restanti cartelli che dal bivacco A. Boarelli, indicano la via per la salita Sud del Monviso, fino al Bivacco L. Andreotti...
proprio al bivacco termina il Sentiero Ezio Nicoli, da qui prosegue l'itinerario di alpinismo sulla Via Sud per il Monviso.
E' stato faticoso, ma altrettanto entusiasmante... siamo certi di aver contribuito ad indicare la giusta via a tutti coloro che vorranno salire il Monviso, seguendo il tracciato percorso da Quintino Sella, nella prima salata Italiana al Re di Pietra
Grazie ancora a tutti...
Beppe Mulassano

lunedì 19 agosto 2013

Punta Marguareis - Sabato 31 agosto, Domenica 1 settembre 2013


Carissimi amici... Sperando nelle previsioni meteo belle, riproponiamo per 

Sabato 31 agosto e  Domenica 1 settembre l'escursione in Valle Pesio per salire sulla panoramica
Punta Marguareis 2651m (la vetta più alta delle Alpi Liguri)
http://it.wikipedia.org/wiki/Punta_Marguareis
il programma:
Sabato 31 agosto
ore 13.30 partenza dal piazzale Stazione dei Treni a Saluzzo
ore 15.00 partenza per la salita al Rifugio Garelli da Pian delle Gorre
Pomeriggio: per chi vuole breve escursione nei dintorni del Rifugio
Cena, pernottamento
Domenica 1 settembre:
ore 7.00 partenza per escursione alla Punta Marguareis
rientro nel pomeriggio presso il rifugio e poi alle macchine.

Alcuni dati:
1° giorno:    950m (salita) fino al Rifugio Garelli - difficoltà E
2° giorno:    850m (salita alla Punta Marguareis+anello per rientro al rifugio) - difficoltà EE
                   1800m (discesa al pian delle Gorre) - difficoltà E

ESCURSIONE MOLTO BELLA MA DI GRAN IMPEGNO, PER ESCURSIONISTI ALLENATI (ATTREZZATURA NECESSARIA: CASCO, IMBRAGO, MOSCHETTONE, LONGE/CORDINO Diam. 7/8mm da 3m)
Costo indicativo Rifugio 35/40€ mezza pensione (pernottamento, cena, colazione)
Pranzo al sacco per Sabato e Domenica
Per prenotazioni e informazioni telefonare a Beppe 3479166234 (dopo le 18.00)
Prenotazione obbligatoria con caparra di 20€ entro mercoledì 28 agosto.
N°20 posti disponibili
Venite con Noi?

giovedì 8 agosto 2013

Sentiero Carlo Mattio... si comincia!!!

La Giunta di Sanfront dice “si” alla richiesta del Cai di ripristino della segnaletica di un sentiero sul Monbracco che verrà intitolato a Carlo Mattio - Quotidiano online della provincia di Cuneo

Carissimi amici... il comune di Sanfront ha approvato il porgetto presentato da noi per il ripristino di un sentiero al monbracco ed intitolazione al nostro caro amico Carlo Mattio e sua moglie Marina scomparsi nel maggio 2012.
Adesso non ci resta che rimboccarci le maniche e procedere con i lavori...
Abbiamo bisogno di braccia forti, ma soprattutto di buona volontà per ripristinare un bel sentiero...
sono parte le iscrizioni per i volonatir...
Grazie sin da ora...
Beppe

sabato 20 luglio 2013

Escursione Sociale Domenica 28 luglio: Laghi di Fremamorta

Domenica 28 LUGLIO proponiamo la gita in Valle Gesso ai laghi di Fremamorta: una bella escursione all’interno del Parco delle Alpi Marittime, con salita a cinque laghi posti di fronte al versante ovest del massiccio dell’Argentera.

Dislivello in salita: mt 800
Tempo di percorrenza dell’anello:  circa 5,30/6 ore
Difficoltà: E

Ritrovo a Saluzzo - stazione dei treni h. 7.00
Colazione al bar Orso Bianco di Borgo San Dalmazzo h. 7.50
Partenza dell’escursione dal Gias delle Mosche, 3.5 km sopra a terme di Valdieri h. 9.00


Prenotazioni entro venerdì 26 luglio:

Giordana Elena (Lu)         328 4179428
Forestello Marco (Forest) 333 8390427
Vi aspettiamo numerosi!!!


lunedì 8 luglio 2013

CAMMINARE NON E' UNO SPORT

Approfitto di questo spazio per condividere con chi legge il primo paragrafo di un libro che sto leggendo in questi giorni... vi ho ritrovato molti dei pensieri che spesso mi passano per la mente.

1. CAMMINARE NON E’ UNO SPORT

Camminare non è uno sport.
Lo sport è una faccenda di tecniche e di regole, di risultati e di competizione, che richiede un lungo apprendistato: conoscere le posizioni, introiettare i gesti corretti. E poi vengono, molto dopo, l’improvvisazione e il talento.
            Lo sport è fatto di risultati: a che livello sei? Qual è il tuo tempo?  E il punteggio? E sempre quella separazione tra vincitore e vinto, come in guerra… C’è, tra la guerra e lo sport, un’affinità da cui la guerra trae il suo onore e lo sport il suo disonore: il rispetto dell’avversario la prima; l’odio del nemico il secondo.
            Lo sport è anche, ovviamente, senso della resistenza, gusto dello sforzo, disciplina. Etica, impegno.
Ma è altro ancora: attrezzature, riviste, spettacolo, commercio. E’ prestazione. Lo sport è pretesto per cerimonie mediatiche immense dove si  accalcano i consumatori di marchi e immagini. Il denaro lo pervade per immiserire gli animi, e la medicina per costruire corpi artificiali.
            Camminare non è uno sport. Mettere un piede davanti all’altro è un gioco da bambini. Nessun risultato, nessun numero quando ci si incontra: il camminatore dirà quale strada ha preso, quale sentiero offre il miglio panorama, quale vista si gode da quel certo promontorio.
            Si è provato, è vero, a creare un nuovo mercato di accessori: calzature rivoluzionarie, calzini fantastici, zaini ipertecnici, pantaloni estremamente funzionali…
Si cerca, sì, di insinuarvi uno spirito sportivo: non si cammina più, si fa “trekking”. Sono in vendita bastoncini affusolati che fanno somigliare chi cammina a un improbabile sciatore. Ma ci si ferma qui. Non si può andare oltre.
            Camminare: non si è trovato niente di meglio per andare più lentamente. Per camminare, occorrono anzitutto due gambe. Il resto è inutile. Volete andare più veloci? In tal caso non camminate, fate altro: guidate, sciate, volate. Non Camminate. E poi, camminando, c’è un solo primato che conta: l’intensità del cielo, lo splendore dei paesaggi. Camminare non è uno sport.
            E’ pur vero che, una volta in piedi, l’uomo non sa star fermo.

 Frederic Gros, ANDARE  A PIEDI Filosofia del camminare, Garzanti

Per voi che significato ha camminare....?

Luca

venerdì 5 luglio 2013

Refuge de Chambeyron - 2013

Sabato 29 giugno 2013

I visi assonnati e gli sbadigli alle sei del mattino non lasciano filtrare l’entusiasmo che pervade molti all’idea di trascorrere due interi giorni in alta quota, ma la colpa è da attribuire solo alla levataccia anticipata che già dopo i primi chilometri in pullman fa ricadere parecchi tra le braccia di Morfeo.
L’incantesimo capace di risvegliare i sensi si chiama... pasticceria di Bersezio: un luogo magico dove gli occhi si sgranano davanti a croissants “grondanti” di crema pasticcera e l’olfatto viene pervaso dal profumo di particolarissimi biscotti alla lavanda.
Da qui in poi l’atmosfera si carica di voci squillanti e, tornante dopo tornante, superato il confine di Stato, raggiungiamo St Paul sur Ubaye, un piccolo villaggio che si innalza su un promontorio circondato da pareti rocciose vertiginose.
Gravati dai pesi degli zaini (alcuni sono veramente enormi... ma le scorte alimentari e “idriche” ospitate al loro interno faranno la gioia di molti a cena!!) ci incamminiamo ammirando le stradine accoglienti, le case dai balconi fioriti, i lavatoi, l’aguzzo campanile, mentre qualcuno fa notare anche la presenza di un ghiro addormentato sulla soglia di una vecchia dimora.
Seguiamo le indicazioni per Fouillouse imboccando l'evidente sentiero che inizia a guadagnare quota a tornanti nel bosco. Una breve digressione dal percorso classico si trasforma in un divertente fuori programma tra rami da scansare, tronchi sotto i quali aprirsi un varco e terreno pantanoso nel quale incedere.  Superata questa prova (era un esame per i corsisti??)   siamo ormai in vista di Fouillouse che appare al di là del torrente. Una discesina al ponte e la breve risalita alla chiesetta per il meritato banchetto delle tredici.
Il pomeriggio ci riserva la salita fino al Refuge de Chambeyron: un’escursione grandemente panoramica per l’aereo percorso del sentiero d’accesso che si sviluppa per un lungo tratto tra aperte e soleggiate praterie, descrivendo ampi tornanti, con bella vista sul vallone di Fouillouse, sul Brec de Chambeyron e sull’alta valle dell’Ubaye, con i borghi di Grande Serenne e Saint Paul.
Arriviamo alla spicciolata desiderosi di trovare riparo dalla pioggia che ci accompagna nell’ultimo tratto e ci ristoriamo nel locale mensa in attesa dell’assegnazione delle camere.
Elementi caratterizzanti la permanenza in questa struttura si riveleranno: il suggestivo Lac Premier, i letti a castello con il terzo piano “da paura”, i lavandini trasformati in docce con getto di acqua ghiacciata tonificante ed ottimale per la riattivazione della circolazione, la cena “alla francese” con “soupe - consommé” (ma il pane dov’è?) seguita da pasta (voilà il cesto del pane!) e contorno di spezzatino “brodaglioso” (meno male che nello zaino di Pasquale aveva trovato posto il Parmigiano Reggiano!!)
L’arte culinaria un po’ sotto tono dello chef si esprime però pienamente nella creazione di deliziose “tartes” alle mele ed ai mirtilli (per chi si è lasciato tentare...) che vengono accompagnate da ripetuti assaggi di genepy.
Un cartello alla parete ci avvisa che alle nove “il faut faire silence!”, ma il vociare squillante, alimentato anche da qualche bicchierino alcolico, perdura ben oltre l’orario consentito.
Non resta che affrontare la scalata ai nostri letti per richiamare alla memoria la carrellata di immagini che hanno animato questo primo giorno in quota prima di abbandonarci ad un doveroso sonno ristoratore.

Domenica 30 giugno 2013

Sole e cielo limpido fanno da cornice alla la foto di gruppo prima della partenza  verso il Col de Gippiera. L’ambiente è ancora tipicamente invernale e i nevai che attraversiamo da subito caratterizzeranno il percorso fin oltre il Bivacco Barenghi.
Costeggiamo il Lac Rond, il Lac Long per giungere infine al Lac des Neuf Couleurs. Lo spettacolo che si gode qui è davvero impagabile con Brec e Anguille de Chambeyron a fare da sfondo (le immagini del nostro super fotografo Fabio lo testimoniano!)
Curiosità : il toponimo del Lac des Neuf Couleurs (Lago dei Nove Colori) deriva in realtà da una storpiatura del nome originale, Lac des Neuf Couloirs, ovvero Lago dei Nove Canaloni. In effetti, osservando l'imponente parete S dell'Aiguille de Chambeyron, è possibile contare nove conoidi detritiche, ai piedi di altrettanti canaloni.
Sferzati da un vento gelido, indossiamo giacche e cappelli prima di affrontare il lungo traverso innevato che ci condurrà al colle.
Altro regalo della mattinata è la salita ai 3142 m della Tête de la Frema che in occitano significa “testa della donna”, probabilmente perché si trova accanto alla vicina Tête de l'Homme.
Scortati da Bartolo percorriamo una traccia di sentiero su sfasciumi risalendo verso la vetta per la consueta foto di gruppo accanto alla croce contemplando un panorama mozzafiato.
La discesa verso il Bivacco Barenghi avviene rapida non solo perché gli amici che non ci hanno tenuto compagnia in vetta ci stanno aspettando, ma anche perché iniziamo decisamente a “fare fame!”.
Il sollazzo dura poco poiché Beppe ci ragguaglia sul fatto che il dislivello da percorrere nel pomeriggio si aggirerà intorno ai 1200 metri e allora... zaino in spalla!
Gli ultimi nevai cedono il passo ad un ambiente marcatamente detritico: iniziamo a percorrere il cosiddetto Vallonasso di Stroppia.
Angelo ci erudisce sul fatto che il Vallonasso di Stroppia è un cosiddetto "vallone sospeso" la cui parte terminale è stata rimodellata dall'azione erosiva del ghiacciaio che scorreva lungo il fondo della Val Maira. Questo processo creando un notevole dislivello tra l'attuale fondo della Val Maira e l'imbocco del Vallonasso di Stroppia, ha dato luogo alle spettacolari Cascate di Stroppia.
Raggiungiamo dapprima il limpidissimo ed ameno lago Niera per poi scendere verso la passerella in legno posta alla base del salto centrale delle cascate. Le foto si sprecano mentre veniamo nebulizzati da miliardi di gocce rinfrescanti.
Occorre però rimanere concentrati perché è necessario scendere con cautela l’ardita mulattiera, in alcuni tratti invasa dall’acqua, che, con svariati tornanti scavati nella roccia, attraversa uno stretto intaglio.

Quando già i piedi iniziano a lamentarsi, un cartello ci ricorda che “Chiappera - Camping” dista ancora un’ora, ma qualcuno puntualizza subito che il nostro autista ci attende ben più a valle!
Poco importa anche perché ormai l’incedere più rilassato ci permette di chiacchierare smorzando in parte la fatica e... con un’ora e un quarto di ritardo sulla tabella di marcia... raggiungiamo l’agognato pullman!
Prima che il relax si trasformi in sonno profondo, Beppe prende la parola per aggiornarci su alcuni dati: abbiamo percorso circa 30 Km, con un dislivello di 2100 metri lungo un anello davvero spettacolare.
Un grazie sentito al direttore del corso, agli istruttori, a chi ha “dato e allungato” una mano, a chi ha “informato”, a chi ha portato e distribuito “delizie”, a chi ha rincuorato, tranquillizzato e risollevato questo grande gruppo che... questi due giorni di condivisione... han contribuito a rendere ancor più coeso e... complimenti doverosi a Veronica per l’impresa compiuta!


La Maestra a Quadretti