incredibile!!! leggete qui... e dite la Vostra!!!
venerdì 30 agosto 2013
Montagna assassina? Basta!!! non è che le persone siano ignoranti? incredibile!!!
Carissimi amici...
lunedì 26 agosto 2013
Sentiero Ezio Nicoli... lavori ultimati...
Carissimi amici...
E' con gran piacere comunicarvi che ieri siamo saliti fino al Bivacco Andreotti per terminare la disposizione delle tabelle segnavia per il Sentiero Ezio Nicoli...
Queste poche righe vogliono essere un ringraziamento alla squadra composta da: Giusiano Bartolo, Caporgno Ivo, Mana Mario, Gioda Giancarlo, Colombero Michelangelo ed il sottoscritto.
Di buon ora siamo saliti con gli zaini carichi di materiale per posizionare i restanti cartelli che dal bivacco A. Boarelli, indicano la via per la salita Sud del Monviso, fino al Bivacco L. Andreotti...
proprio al bivacco termina il Sentiero Ezio Nicoli, da qui prosegue l'itinerario di alpinismo sulla Via Sud per il Monviso.
E' stato faticoso, ma altrettanto entusiasmante... siamo certi di aver contribuito ad indicare la giusta via a tutti coloro che vorranno salire il Monviso, seguendo il tracciato percorso da Quintino Sella, nella prima salata Italiana al Re di Pietra
Grazie ancora a tutti...
Beppe Mulassano
E' con gran piacere comunicarvi che ieri siamo saliti fino al Bivacco Andreotti per terminare la disposizione delle tabelle segnavia per il Sentiero Ezio Nicoli...
Queste poche righe vogliono essere un ringraziamento alla squadra composta da: Giusiano Bartolo, Caporgno Ivo, Mana Mario, Gioda Giancarlo, Colombero Michelangelo ed il sottoscritto.
Di buon ora siamo saliti con gli zaini carichi di materiale per posizionare i restanti cartelli che dal bivacco A. Boarelli, indicano la via per la salita Sud del Monviso, fino al Bivacco L. Andreotti...
proprio al bivacco termina il Sentiero Ezio Nicoli, da qui prosegue l'itinerario di alpinismo sulla Via Sud per il Monviso.
E' stato faticoso, ma altrettanto entusiasmante... siamo certi di aver contribuito ad indicare la giusta via a tutti coloro che vorranno salire il Monviso, seguendo il tracciato percorso da Quintino Sella, nella prima salata Italiana al Re di Pietra
Grazie ancora a tutti...
Beppe Mulassano
lunedì 19 agosto 2013
Punta Marguareis - Sabato 31 agosto, Domenica 1 settembre 2013
Carissimi amici... Sperando nelle previsioni meteo belle, riproponiamo per
Sabato 31 agosto e Domenica 1 settembre l'escursione in Valle Pesio per salire sulla panoramica
Punta Marguareis 2651m (la vetta più alta delle Alpi Liguri)
http://it.wikipedia.org/wiki/Punta_Marguareis
il programma:
Sabato 31 agosto
ore 13.30 partenza dal piazzale Stazione dei Treni a Saluzzo
ore 15.00 partenza per la salita al Rifugio Garelli da Pian delle Gorre
Pomeriggio: per chi vuole breve escursione nei dintorni del Rifugio
Cena, pernottamento
Domenica 1 settembre:
ore 7.00 partenza per escursione alla Punta Marguareis
rientro nel pomeriggio presso il rifugio e poi alle macchine.
Alcuni dati:
1° giorno: 950m (salita) fino al Rifugio Garelli - difficoltà E
2° giorno: 850m (salita alla Punta Marguareis+anello per rientro al rifugio) - difficoltà EE
1800m (discesa al pian delle Gorre) - difficoltà E
ESCURSIONE MOLTO BELLA MA DI GRAN IMPEGNO, PER ESCURSIONISTI ALLENATI (ATTREZZATURA NECESSARIA: CASCO, IMBRAGO, MOSCHETTONE, LONGE/CORDINO Diam. 7/8mm da 3m)
Costo indicativo Rifugio 35/40€ mezza pensione (pernottamento, cena, colazione)
Pranzo al sacco per Sabato e Domenica
Per prenotazioni e informazioni telefonare a Beppe 3479166234 (dopo le 18.00)
Prenotazione obbligatoria con caparra di 20€ entro mercoledì 28 agosto.
N°20 posti disponibili
Venite con Noi?
giovedì 8 agosto 2013
Sentiero Carlo Mattio... si comincia!!!
La Giunta di Sanfront dice “si” alla richiesta del Cai di ripristino della segnaletica di un sentiero sul Monbracco che verrà intitolato a Carlo Mattio - Quotidiano online della provincia di Cuneo
Carissimi amici... il comune di Sanfront ha approvato il porgetto presentato da noi per il ripristino di un sentiero al monbracco ed intitolazione al nostro caro amico Carlo Mattio e sua moglie Marina scomparsi nel maggio 2012.
Adesso non ci resta che rimboccarci le maniche e procedere con i lavori...
Abbiamo bisogno di braccia forti, ma soprattutto di buona volontà per ripristinare un bel sentiero...
sono parte le iscrizioni per i volonatir...
Grazie sin da ora...
Beppe
Carissimi amici... il comune di Sanfront ha approvato il porgetto presentato da noi per il ripristino di un sentiero al monbracco ed intitolazione al nostro caro amico Carlo Mattio e sua moglie Marina scomparsi nel maggio 2012.
Adesso non ci resta che rimboccarci le maniche e procedere con i lavori...
Abbiamo bisogno di braccia forti, ma soprattutto di buona volontà per ripristinare un bel sentiero...
sono parte le iscrizioni per i volonatir...
Grazie sin da ora...
Beppe
sabato 20 luglio 2013
Escursione Sociale Domenica 28 luglio: Laghi di Fremamorta
Domenica 28 LUGLIO proponiamo la gita in Valle Gesso ai laghi di Fremamorta: una bella escursione all’interno del Parco delle Alpi Marittime, con salita a cinque laghi posti di fronte al versante ovest del massiccio dell’Argentera.
Dislivello in salita: mt 800
Tempo di percorrenza dell’anello: circa 5,30/6 ore
Difficoltà: E
Ritrovo a Saluzzo - stazione dei treni h. 7.00
Colazione al bar Orso Bianco di Borgo San Dalmazzo h. 7.50
Partenza dell’escursione dal Gias delle Mosche, 3.5 km sopra a terme di Valdieri h. 9.00
Prenotazioni entro venerdì 26 luglio:
Giordana Elena (Lu) 328 4179428
Forestello Marco (Forest) 333 8390427
Vi aspettiamo numerosi!!!
lunedì 8 luglio 2013
CAMMINARE NON E' UNO SPORT
Approfitto di questo spazio per condividere con chi legge il primo paragrafo di un libro che sto leggendo in questi giorni... vi ho ritrovato molti dei pensieri che spesso mi passano per la mente.
1. CAMMINARE NON E’ UNO SPORT
Camminare non è uno sport.
Lo sport è una faccenda di
tecniche e di regole, di risultati e di competizione, che richiede un lungo
apprendistato: conoscere le posizioni, introiettare i gesti corretti. E poi
vengono, molto dopo, l’improvvisazione e il talento.
Lo sport è
fatto di risultati: a che livello sei? Qual è il tuo tempo? E il punteggio? E sempre quella separazione
tra vincitore e vinto, come in guerra… C’è, tra la guerra e lo sport,
un’affinità da cui la guerra trae il suo onore e lo sport il suo disonore: il
rispetto dell’avversario la prima; l’odio del nemico il secondo.
Lo sport è
anche, ovviamente, senso della resistenza, gusto dello sforzo, disciplina.
Etica, impegno.
Ma è altro ancora: attrezzature, riviste, spettacolo,
commercio. E’ prestazione. Lo sport è pretesto per cerimonie mediatiche immense
dove si accalcano i consumatori di
marchi e immagini. Il denaro lo pervade per immiserire gli animi, e la medicina
per costruire corpi artificiali.
Camminare
non è uno sport. Mettere un piede davanti all’altro è un gioco da bambini.
Nessun risultato, nessun numero quando ci si incontra: il camminatore dirà
quale strada ha preso, quale sentiero offre il miglio panorama, quale vista si
gode da quel certo promontorio.
Si è
provato, è vero, a creare un nuovo mercato di accessori: calzature
rivoluzionarie, calzini fantastici, zaini ipertecnici, pantaloni estremamente
funzionali…
Si cerca, sì, di insinuarvi uno spirito sportivo: non si
cammina più, si fa “trekking”. Sono in vendita bastoncini affusolati che fanno
somigliare chi cammina a un improbabile sciatore. Ma ci si ferma qui. Non si
può andare oltre.
Camminare:
non si è trovato niente di meglio per andare più lentamente. Per camminare,
occorrono anzitutto due gambe. Il resto è inutile. Volete andare più veloci? In
tal caso non camminate, fate altro: guidate, sciate, volate. Non Camminate. E
poi, camminando, c’è un solo primato che conta: l’intensità del cielo, lo
splendore dei paesaggi. Camminare non è uno sport.
E’ pur vero
che, una volta in piedi, l’uomo non sa star fermo.
Frederic Gros, ANDARE A PIEDI Filosofia del camminare, Garzanti
Per voi che significato ha camminare....?
Luca
venerdì 5 luglio 2013
Refuge de Chambeyron - 2013
Sabato 29 giugno 2013
I visi assonnati e gli sbadigli alle sei del mattino non
lasciano filtrare l’entusiasmo che pervade molti all’idea di trascorrere due
interi giorni in alta quota, ma la colpa è da attribuire solo alla levataccia anticipata
che già dopo i primi chilometri in pullman fa ricadere parecchi tra le braccia
di Morfeo.
L’incantesimo capace di risvegliare i sensi si chiama...
pasticceria di Bersezio: un luogo magico dove gli occhi si sgranano davanti a croissants
“grondanti” di crema pasticcera e l’olfatto viene pervaso dal profumo di
particolarissimi biscotti alla lavanda.
Da qui in poi l’atmosfera si carica di voci squillanti e,
tornante dopo tornante, superato il confine di Stato, raggiungiamo St Paul sur
Ubaye, un piccolo villaggio che si innalza su un promontorio circondato da
pareti rocciose vertiginose.
Gravati dai pesi degli zaini (alcuni sono veramente
enormi... ma le scorte alimentari e “idriche” ospitate al loro interno faranno
la gioia di molti a cena!!) ci incamminiamo ammirando le stradine accoglienti,
le case dai balconi fioriti, i lavatoi, l’aguzzo campanile, mentre qualcuno fa
notare anche la presenza di un ghiro addormentato sulla soglia di una vecchia
dimora.
Seguiamo le indicazioni per Fouillouse imboccando l'evidente sentiero
che inizia a guadagnare quota a tornanti nel bosco. Una breve digressione dal
percorso classico si trasforma in un divertente fuori programma tra rami da
scansare, tronchi sotto i quali aprirsi un varco e terreno pantanoso nel quale
incedere. Superata questa prova (era un
esame per i corsisti??) siamo ormai in vista di Fouillouse che appare
al di là del torrente. Una discesina al ponte e la breve risalita alla
chiesetta per il meritato banchetto delle tredici.
Il pomeriggio ci riserva la salita fino al Refuge de Chambeyron: un’escursione
grandemente panoramica per l’aereo percorso del sentiero d’accesso che si
sviluppa per un lungo tratto tra aperte e soleggiate praterie, descrivendo ampi
tornanti, con bella vista sul vallone di Fouillouse, sul Brec de Chambeyron e
sull’alta valle dell’Ubaye, con i borghi di Grande Serenne e Saint Paul.
Arriviamo alla spicciolata desiderosi di trovare riparo dalla pioggia
che ci accompagna nell’ultimo tratto e ci ristoriamo nel locale mensa in attesa
dell’assegnazione delle camere.
Elementi caratterizzanti la permanenza in questa struttura si
riveleranno: il suggestivo Lac Premier, i letti a castello con il terzo piano
“da paura”, i lavandini trasformati in docce con getto di acqua ghiacciata
tonificante ed ottimale per la riattivazione della circolazione, la cena “alla
francese” con “soupe - consommé” (ma il pane dov’è?) seguita da pasta (voilà il
cesto del pane!) e contorno di spezzatino “brodaglioso” (meno male che nello
zaino di Pasquale aveva trovato posto il Parmigiano Reggiano!!)
L’arte culinaria un po’ sotto tono dello chef si esprime però
pienamente nella creazione di deliziose “tartes” alle mele ed ai mirtilli (per
chi si è lasciato tentare...) che vengono accompagnate da ripetuti assaggi di
genepy.
Un cartello alla parete ci avvisa che alle nove “il faut faire
silence!”, ma il vociare squillante, alimentato anche da qualche bicchierino
alcolico, perdura ben oltre l’orario consentito.
Non resta che affrontare la scalata ai nostri letti per richiamare alla
memoria la carrellata di immagini che hanno animato questo primo giorno in
quota prima di abbandonarci ad un doveroso sonno ristoratore.
Domenica 30 giugno 2013
Sole e cielo limpido fanno da cornice alla la foto di gruppo prima
della partenza verso il Col de Gippiera.
L’ambiente è ancora tipicamente invernale e i nevai che attraversiamo da subito
caratterizzeranno il percorso fin oltre il Bivacco Barenghi.
Costeggiamo il Lac Rond, il Lac Long per
giungere infine al Lac
des Neuf Couleurs. Lo spettacolo che si gode qui è davvero impagabile con Brec
e Anguille de Chambeyron a fare da sfondo (le immagini del nostro super
fotografo Fabio lo testimoniano!)
Curiosità : il
toponimo del Lac des Neuf Couleurs
(Lago dei Nove Colori)
deriva in realtà da una storpiatura del nome originale, Lac des Neuf Couloirs,
ovvero Lago dei Nove Canaloni.
In effetti, osservando l'imponente parete S dell'Aiguille de Chambeyron,
è possibile contare nove conoidi detritiche, ai piedi di altrettanti canaloni.
Sferzati da un vento gelido, indossiamo giacche e cappelli prima di
affrontare il lungo traverso innevato che ci condurrà al colle.
Altro regalo della mattinata è la salita ai 3142 m della Tête de la Frema che in
occitano significa “testa della donna”, probabilmente perché si trova accanto alla vicina Tête de l'Homme.
Scortati da Bartolo percorriamo una traccia di sentiero su sfasciumi
risalendo verso la vetta per la consueta foto di gruppo accanto alla croce contemplando
un panorama mozzafiato.
La discesa verso il Bivacco Barenghi avviene rapida non solo perché gli
amici che non ci hanno tenuto compagnia in vetta ci stanno aspettando, ma anche
perché iniziamo decisamente a “fare fame!”.
Il sollazzo dura poco poiché Beppe ci ragguaglia sul fatto che il
dislivello da percorrere nel pomeriggio si aggirerà intorno ai 1200 metri e
allora... zaino in spalla!
Gli ultimi nevai cedono il passo ad un ambiente marcatamente detritico:
iniziamo a percorrere il cosiddetto Vallonasso di Stroppia.
Angelo ci erudisce sul fatto che il Vallonasso di Stroppia
è un cosiddetto "vallone sospeso" la cui parte terminale è stata rimodellata
dall'azione erosiva del ghiacciaio che scorreva lungo il fondo della Val Maira.
Questo processo creando un notevole dislivello tra l'attuale fondo della Val
Maira e l'imbocco del Vallonasso di Stroppia, ha dato luogo alle spettacolari
Cascate di Stroppia.
Raggiungiamo dapprima il limpidissimo ed
ameno lago Niera per poi scendere verso la passerella in legno posta alla base
del salto centrale delle cascate. Le foto si sprecano mentre veniamo
nebulizzati da miliardi di gocce rinfrescanti.
Occorre però rimanere concentrati perché è
necessario scendere con cautela l’ardita mulattiera, in alcuni tratti invasa
dall’acqua, che, con svariati tornanti scavati nella roccia, attraversa uno
stretto intaglio.
Quando già i piedi iniziano a lamentarsi, un cartello ci ricorda che
“Chiappera - Camping” dista ancora un’ora, ma qualcuno puntualizza subito che il
nostro autista ci attende ben più a valle!
Poco importa anche perché ormai l’incedere più rilassato ci permette di
chiacchierare smorzando in parte la fatica e... con un’ora e un quarto di
ritardo sulla tabella di marcia... raggiungiamo l’agognato pullman!
Prima che il relax si trasformi in sonno profondo, Beppe prende la
parola per aggiornarci su alcuni dati: abbiamo percorso circa 30 Km, con un
dislivello di 2100 metri lungo un anello davvero spettacolare.
Un grazie sentito al direttore del corso, agli istruttori, a chi ha “dato
e allungato” una mano, a chi ha “informato”, a chi ha portato e distribuito
“delizie”, a chi ha rincuorato, tranquillizzato e risollevato questo grande
gruppo che... questi due giorni di condivisione... han contribuito a rendere
ancor più coeso e... complimenti doverosi a Veronica per l’impresa compiuta!
La Maestra a Quadretti
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