lunedì 19 gennaio 2009
Legge Regionale Piemonte - dotazione obbligatoria di sicurezza per fuori pista
Il 14 gennaio scorso è stata approvata la Legge sulla sicurezza sulle piste da sci...
la legge disciplina alcune regole conportamentali da adottare sulle piste, Casco, Velocità, ecc.
Sonoanche interessati i gestori di impianti sciistici, i quali dovranno adottare tutte le norme di sicurezza per salvaguardare lo sciatore...
Il punto interessante nei confronti di tutti noi scialpinisti ed escursionisti in ambiente innevato con uso di "ciastre" riguarda l'obbligo dell'uso di Arva, Pala e Sonda per tutti gli amanti di freeride e sci fuori pista...
Teniamo presente che in questa categoria, fanno parte tutti gli escursionisti che con l'uso di ciastre, sci di fondo o semplicemente con gli scarponi percorrono ambienti innevati al di fuori delle piste da sci... dove la responsabilità in caso di slavine, ecc... è del gestore/ proprietario delle piste...
Qualunque sia il sentiero, tracciato o strada ponderale non sgomberata da neve che noi percorriamo in ambiente innevato è considerato "fuori pista"
queste poche righe sono per evidenziare ancora una volta la sicurezza di tutti noi in montagna...
sarebbe opportuno quindi attrezzarci a puntino di Arva, Pala e Sonda, con una spesa che varia dai 300 ai 600€ circa a seconda dei modelli, per il set completo...
Capisco che è una spesa abbastanza rilevante e qualcuno storcerà il naso sicuramente, ma sono altrettanto certo che quando si va a comprare un capo firmato, l'ultimo modello di sci, dello stesso valore, chiudiamo un occhio...
Credo sarebbe opportuno fermarci un attimo per un esame di coscenza... Se siamo firmati dalla testa ai piedi, ma privi della dotazione di sicurezza richiesta, oltre ad incappare in qualche multa salata, non saremo MAI al sicuro da eventuali slavine che incontreremo sul nostro percorso di montagna...
Beppe M.
mercoledì 14 gennaio 2009
martedì 6 gennaio 2009
Befana sulle ciastre 09…
In questi giorni abbiamo guardato più volte il meteo per tenersi informati e sperare nel bel tempo… invece ciccia…
Stamattina al risveglio ore 6.30 ci siamo trovati di nuovo la neve… in pianura cadeva fitta… in montagna invece era ancora tutto pulito…
All’appuntamento alla stazione dei treni di Saluzzo… eravamo poco più di una decina… molti vista la neve dalla finestra hanno optato per il lettone… Noi invece “duri e puri”, imperterriti eravamo lì gia a combinare l’alternativa per passare di nuovo una giornata in compagnia e concludere in bellezza questo periodo di feste.
Dopo aver constatato con Simo che in Valle Maira non nevicava ancora, decidiamo di scegliere un itinerario sopra Roccabruna… evitando la gita ufficiale nel Vallone di Unerzio…
Arriviamo verso le nove alla Borgata Castello, appena sopra Roccabruna… tra i primi fiocchi di neve ci attrezziamo a puntino e imbocchiamo il sentiero del Chast’lass (rovine del castello di Giovanni Federico, Signore di Montemale e Governatore di Dronero) che porta fino al colle di Valmala…(http://it.wikipedia.org/wiki/Roccabruna)
Man mano che ci inoltriamo nel bosco, l’ambiente diventa magico, quasi fatato… le orme lasciate sulla neve indicano la padronanza degli animali sul territorio… magari ci sono anche quelle dei folletti…
La neve cade fitta, soffice, a fiocchi grandi… difficile contarli tutti… a metà percorso ci cincediamo un attimo di respiro, un tè caldo, frutta secca osservando incantati i maestosi abeti rossi e i larici, con le loro pigne e la neve a colorare i rami sembrano alberi di natale naturali…
Proseguendo sul sentiero dobbiamo scavalcare più volte tronchi di abeti e larici che hanno ceduto al peso della neve caduta…
L’ambiente cambia rapidamente in prossimità del colle, constatiamo che gli alberi diventano radi più piccoli… il vento gelido che sale dalla Val Varaita frena la loro crescita…
Restiamo il tempo per alcune foto nella nebbia… a dimostrazione della conquista della meta… da qui in giornate di pieno sole il panorama sarebbe fantastico, in basso il Santuario di Valmala (http://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_di_Valmala), più in là la pianura…
Alle 11.00 ritorniamo alle macchine che raggiungiamo in poco più di un’ora… concludiamo in bellezza la giornata presso il Ristorante “
“Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei, resta li ad aspettarti” (Cesare Pavese)
Niente di più vero osservando le borgate, le case, l’ambiente, la montagna… bellissimo, incantato, dove non ci chiede nient’altro che di essere rispettato e amato, resta li in attesa che andiamo di nuovo a trovarlo…
Noi non vediamo l’ora di ritornarci…
“Mula”
sabato 3 gennaio 2009
CORSO RACCHETTE DA NEVE

E’ una buona occasione per “formarsi” al meglio in modo da poter effettuare nella stagione tante belle escursioni con le racchette, attenti e sicuri: questo consiglio vale sia per gli “esperti” che per i “neofiti”!
Il corso prevede
- 3 lezioni presso la sede CAI di Saluzzo il giovedì sera dalle 21,00 alle 22,30 (15 e 29 gennaio, 12 febbraio)
- 3 uscite pratiche la domenica (domeniche 18 gennaio e 1° febbraio, sabato14 e domenica 15 febbraio).
Il costo di iscrizione è di 30 euro; con possibilità di affitto a costi contenuti del materiale (racchette, ARVA, pala e sonda).
Iscrizioni entro giovedì 15 gennaio (prima lezione del corso): richiesta l’iscrizione al CAI ed un certificato medico (non agonistico).
Per informazioni rivolgersi il venerdì sera al CAI di Saluzzo (Piazza Cavour 12 – Palazzo Italia, tel. 0175 / 24.93.70) o consultare il sito www.caisaluzzo.it o il blog escursionismocaimonviso.blogspot.com.
Responsabili del corso: Bartolo Giusiano (0175/88.716), Luigi Lazzarato (011/971.29.41), Carlo Mattio (0175/26.55.32).
martedì 30 dicembre 2008
Rifugio Unerzio
La neve…
è ovatta… annulla i rumori, rende tutto più omogeneo, arrotonda gli spigoli delle rocce, cancella le oscurità con il suo manto bianco, tranquillizza le persone, le rende meno nervose, forse persino anestetizzate,… è un ottimo calmante…
queste le sensazioni che immagino ognuno di noi prova quando vede i fiocchi di neve cadere…
Queste le emozioni che abbiamo provato in questi due bei giorni al Rifugio Unerzio…
Avevamo in mente di passare una notte in bivacco, l’invernale del rifugio Vallanta sarebbe stato perfetto, un po’ per il numero di persone, un po’ perché leggermente riscaldato… ma vista la quantità di neve caduta in questo periodo abbiamo giudicato imprudente e pericoloso inoltrarci nel Vallone di Vallanta… il rifugio Unerzio invece era la nostra ottima alternativa…
Man mano che in auto percorriamo
Siamo belli carichi, ma la voglia di arrivare, il nostro amato rifugio, ci dà la carica per raggiungerlo in meno di 40 min.
Arriviamo di fronte al rifugio e restiamo incantati dalla neve… adesso che è già compatta, sui tetti supera il metro e mezzo… con le pale creiamo un accesso per scendere alla cucina… senza difficoltà invece raggiungiamo il dormitorio dato che la neve è al piano del balconcino…
Ognuno di noi si prodiga per i primi lavori… io accendo il putagè, Bartolo inizia a fare spazio davanti alla legnaia, gli altri sistemano gli zaini, i viveri e preparano i posti per dormire…
Il tempo vola è già l’una e mezza quando mettiamo l’acqua sul fuoco per la pasta, intanto restiamo tutti vicini vicini al putagà per godere del caldo…
Il freddo crea qualche difficoltà con le bombole del gas, sostituiamo quella vuota… preoccupandoci anche per i prossimo ospiti del rifugio… noi “uomini” un po’ per sfida un po’ per occupare il pomeriggio, decidiamo di andarla a cambiare trascinandola a mò di bob giù fino a Chiavetta … intanto le donne (Ieio compreso) restano al calduccio della stufa…
“el crinot”, così battezziamo la bombola, scivola giù rapidamente per la traccia, tanto che a volte bisogna correre per non essere travolti… in salita invece quella nuova si è dimostra ostile, cocciuta, non vuole saperne di salire…
Arriva l’ora di cena…
Lo chef “Mula” propone: risotto al vino rosso, salciccia flambè, formaggio, salami caserecci, il tutto innaffiato dall’ottimo “ciuciu” che esce come funghi dagli zaini…
La serata passa allegramente, le lacrime a conseguenza delle risate la fanno da padrone… scenette, smorfie, provini per chissà quale ruolo, proviamo a sconfiggere la timidezza che c’è in noi e per un attimo siamo tutti attori…
Ieio come sempre da il meglio di sé, intrattiene la serata come primo attore, noi gli spettatori…
Sono le due e le palpebre pesanti ci trascinano a letto… domani dobbiamo essere brillanti… ci raggiungono Ago, Sara, Paola, Denis, Daniela, Romina per un’escursione con le racchette…
Sveglia alle otto, colazione in attesa dei nostri amici… Bartolo e Pedro i più mattinieri, tocca a loro il compito della colazione… noi pigroni invece scendiamo alle nove svegliati dal profumo del caffé…
Ecco che ad un tratto li vediamo spuntare da sotto gli alberi… un bicchier di tè fumante per i nuovi arrivati, intanto noi ci prepariamo per l’escursione…
Partiamo tutti con le racchette ai piedi alla volta di Prato Ciarliero, al ritorno ci aspetta una pastasciutta, salami, affettati, formaggio, panettone…
Lo chef “Mula” e il suo fido aiutante Pedro ritornano indietro a metà percorso per preparare il rancio…
Tutto pronto, in attesa del plotone, proviamo a scavare una truna davanti al rifugio… scaviamo e scaviamo ancora fino a quando troviamo l’erba del prato… ma a malapena riusciamo a vedere al di fuori del buco…
Sattete… ecco che io e Pedro sbuchiamo dalla truna prendendoli di sorpresa…
Sul tavolo solo più le briciole, abbiamo divorato tutto… intanto il tempo corre insieme alle risate e le chiacchiere… fuori ha ripreso a nevicare…
Rendiamo di nuovo accogliente il rifugio per gli amici che verranno a concludere l’anno… e ritorniamo alle auto…
Ancora una volta abbiamo trascorso un fine settimana in allegria… ci siamo già promessi di ritornarci per
Ah perché no… VENITE ANCHE VOI!!!
venerdì 26 dicembre 2008
Dall'ESILIO

Miei cari amici, sono Ieio.
Uffa, uffa… riuffa!! Tutti vanno di qua e vanno di la… scrivono di qui e scrivono di li… sul “blogghe”(!) mentre io poveretto non scrivo mai niente... non vedo mai niente… fon faccio
Ho deciso! Devo avere una visibilità anch’io! Perciò, ecco la mia cronaca!
GITA A…. SERMIDE! (nove-dicembre 2008)
E’ una gita per pochi privilegiati… del resto non tutti possono essere sponsorizzati… dall’Alstom in crisi! E poi se anche fosse (!?) bisogna proprio MERITARSELO! Insomma c’è chi può e chi non può… io PUO!
Cosi all’inizio di novembre, me ne “sbatto” di tutti e salto agilmente (si fa per dire!) sul treno. Viaggio bellissimo… più di nove ore per fare
Benissimo, che felicità… ora sono finalmente da SOLO!
Solo nella bassa padana infestata dalle nebbie, dall’umidità, dai bancomat senza tastiere, da capannoni freddissimi e tristi, da gente strana che parla bulgaro…
Che bello, finalmente ho mandato af..fancul… i miei noiosi amici di montagna(!) ed anche le amiche… di montagna e non, ci faccio vedere io a loro… che te la fan solo “luccicare”, per giunta da lontano(!) ma da così lontano che per sentire l’odore bisognerebbe essere un cane da “trifula”!
Ora sì che dimostrerò a tutti il mio VALORE!
Primo impatto: bellissimo(!)… anzi buonissimo(!), col mio sorriso affascinante ho subito fatto breccia nel cuore materno della cuoca, anzi delle cuoche: sia quella del pranzo che quella della cena, così ora mi cucinano qualsiasi manicaretto… antipasti, primi, secondi e anche terzi (?!) perché sono in “gita” e non mi posso far mancare niente!
Intanto faccio le quotidiane uscite(!?) a “Punta Capannone”: si tratta di uno strano monte a dire il vero un po’ in piano, però… c’è la stessa nebbia che c’era sulla punta Roma o Venezia dove avevo tribulato a salire… qui se non altro arrivo sempre!
La compagnia non è male: a parte due o tre che parlano la mia lingua, con gli altri non si capisce un tubo… proprio uguale come quando ero all’Alstom a Savigliano coi marocchini e coi cinesi!
Solo il capo cordata ogni tanto mi sgrida per via delle mie scarpe anti-infortunistiche che secondo lui sono fuori norma! (vedi foto)
Quì vicino mi dicono che c’è anche un piccolo fiume chiamato Po (appunto Po = poco) … un giorno o l’altro voglio proprio andarlo a vedere sto “rigagnolo”, ma non c’è fretta tanto non sono capace a pescare…
Ma, miei cari amici di montagna, devo proprio confessarvi che qualche volta ho nostalgia di voi… anzi spesso vi sogno persino! (vedi foto)
Sogno Pedro che recupera i salami (…qui ho solo mortadelle!), Ago il mio “guru”, Bartolo e Monica da cui vorrei essere adottato, Beppe che guida felice(!) mentre io gli parlo nell’orecchio per ore, Davide che non è vero che ha perso i capelli per causa mia, Renzo e Mery che anche loro mi volevano adottare, e Carlo, Luigi, Flavio e… tutti !
E poi le mie donne… tutte, tutte mi sorridono, tutte,tutte mi vogliono… ho capito: E’ DAVVERO UN SOGNO!!
Ciao, care teste di rapa (ma da che pulpito…!) miei amici di montagna, forse non tutto questo l’ho proprio scritto io… ma vi assicuro che è proprio tutto vero… e proprio tutto come avrei voluto scriverlo!
Un abbraccio dal semprevostro… mitico… IEIO !
(p.s. Sto pirla di Ago chissà dove è finito… volevo chiedergli se andava bene…)
domenica 21 dicembre 2008
Madonna del Colletto... 21-12-08
Oggi è una giornata splendida… dato che siamo allergici alle gite nei grandi magazzini… e visto che anche per i regali di Natale siamo a posto, abbiamo preferito fare una nuova escursione con le racchette…
Venerdì al taglio del panettone per gli auguri di Natale al Cai… propongo di fare un’escursione al santuario Madonna del Colletto, con partenza da Festiona…
un itinerario super sicuro visto la quantità di neve caduta la scorsa settimana e il vento di Foen che riscaldava …
Arriviamo alla borgata Brocci appena dopo Festiona già caffettati… l’itinerario oggi è tutto all’ombra, ma il vento di Foen riscalda gli animi e dopo i primi passi siamo già accaldati… Solo Luigi ed io conosciamo questa gita, fatta anni fa… i partecipanti sono un tantino delusi vedendo il versante opposto soleggiato, tanto che Simona vorrebbe essere teletrasportata al caldo sole…
Percorriamo la strada per tutto l’itinerario evitando di tagliare i tornanti… la neve è ben assestata, il gelo notturno l’ha già trasformata rendendola portante, forse anche con l’aiuto di un po’ di pioggia…
Svoltiamo l’ultimo tornante e già si intravede il santuario in pieno sole… sì, è in posizione soleggiata fino al pomeriggio… ognuno di noi cerca il posto comodo per godere del caldo sole e consumare il nostro pranzetto…
Per accedere all’atrio del santuario, dove abbiamo a disposizione i gradini e le panchine in pietra per sederci, dobbiamo “scendere” dalla neve, Bartolo si prodiga con la sonda da soccorso per misurare l’altezza della neve, ben 1.5m assestata…
Il sole piacevole e caldo ci accompagna durante il pranzo… rispunta il “ciuciu” portato da Bartolo… è un piacere pranzare con un bicchiere di vino rosso… sicuri che verrà smaltito durante la discesa…
Per ingannare il tempo cominciamo a giocare come bambini con la neve, impronte nella neve farinosa, battaglia a palle di neve, ecc… “che masnà”
intanto alle 14.00 il sole comincia a nascondersi dietro la montagna lasciando il posto all’ombra… è ora di scendere…
Riprendiamo la traccia per il rientro, ma ad un tratto vista la neve sicura, ci viene voglia di tagliare i tornanti nei punti accessibili… nei prati la neve sembra meringa, intatta, bella da vedere, il manto è scalfito solo dalle miriadi di impronte di animali, gli unici padroni del territorio, in certi punti la neve è già trasformata in lunghi cristalli, segno delle forti gelate notturne…
In meno di un’ora e mezza siamo di nuovo dalle macchine… il tempo per cambiarci dai vestiti sudati, raggiungiamo il bar della colazione per gustare qualcosa di caldo…
Ancora una volta soddisfatti per la bellissima giornata passata insieme, ma un pensiero va: alla carissima Manu, impegnata con le aperture natalizie del negozio; a Lu che questa mattina ha perso la dura battaglia con il letto caldo; a Sara, sempre super impegnata, a tutti gli altri amici che per un motivo o per l’altro non hanno goduto della bellissima giornata insieme a noi…
Aggiorniamo il programma dei prossimi incontri… un saluto e ognuno ritorna all’ovile… con il cuore e la mente pieni di emozioni e ricordi…
Mula
